CASERTA – Il perimetro del cosiddetto Sistema Caserta, secondo quanto emerge da fonti qualificate e da atti ora al vaglio degli inquirenti, non si esaurirebbe all’interno dell’Ente Provincia. Al contrario, l’attenzione investigativa si starebbe progressivamente allargando a una rete più estesa di relazioni amministrative, incarichi e procedure che coinvolgerebbero Comuni, Consorzi, centrali di committenza e società partecipate, delineando un quadro di maggiore complessità rispetto a quello inizialmente ipotizzato.
In questo contesto, le attività di approfondimento riguarderebbero anche organismi sovracomunali e strutture deputate alla gestione di gare e affidamenti. In particolare, nell’ambito della CUC Nolana, il nome di Anacleto Colombiano viene indicato – secondo indiscrezioni – come figura di riferimento nei meccanismi decisionali legati alle procedure di gara. Un ruolo che, sempre secondo tali ricostruzioni, si inserirebbe in una filiera più ampia di gestione degli appalti pubblici, tutta da verificare sul piano giudiziario.
L’ipotesi di lavoro non si limiterebbe alla sola assegnazione di incarichi professionali, ma investirebbe l’intero ciclo amministrativo: appalti, forniture, somme urgenze, affidamenti diretti e procedure concorsuali. In questo quadro, il presidente pro tempore della Provincia – che riveste anche l’incarico di sindaco di San Marcellino e di coordinatore dell’Ambito Distrettuale Settore Acqua – insieme all’imprenditore Antonio Luserta, che viene indicato come riferimento riconducibile a Giovanni Zannini, in una sovrapposizione di ruoli istituzionali e relazioni economiche che gli inquirenti starebbero esaminando con particolare attenzione.
Di Luserta, in particolare, emerge che conosce e fornisce da un secolo aziende di calcestruzzo e strade. Le stesse aziende, che – sia pure con nomi diversi – oggi vincono gare e, dunque, nella pratica sono rappresentate come “clienti” storici del Luserta.
E tuttavia – è bene precisare – di tutto questo si tratta di valutazioni che non implicano alcun accertamento di responsabilità penale, ma che rientrano nel perimetro delle verifiche in corso. Altro riferimento – nell’ambito di queste attenzioni – è Paolo Conte, che è nominato come ambasciatore di Zannini.
Una parte di questo gruppetto, è appena il caso di ricordare, alcuni giorni fa è stato visto da un nostro giornalista attovagliato presso un Pub di Villa di Briano.
Le presunte ramificazioni del sistema, sempre secondo quanto filtra, andrebbero oltre i confini provinciali. Nell’Avellinese sarebbero sotto osservazione interventi di manutenzione di rilevante entità, oggetto di approfondimenti per le modalità di affidamento e per i soggetti destinatari.
A San Marcellino, inoltre, emergerebbero operazioni immobiliari e di terreni riconducibili a una rete familiare, con un ruolo attribuito a un affine, mentre incarichi professionali in diversi enti sarebbero stati conferiti sia al figlio sia al consigliere provinciale Michele Falco di Parete, con compensi ritenuti elevati rispetto agli standard. Anche in questo caso, si tratta di elementi oggetto di verifica, non di conclusioni definitive.
Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda la documentazione già trasmessa alla Magistratura. L’ex vicepresidente della Provincia, Pasquale Crisci, avrebbe infatti depositato una relazione articolata e dettagliata, una sorta di mappatura dei flussi amministrativi e decisionali. Secondo le prime indiscrezioni, il dossier includerebbe non solo l’Ente Provincia, ma anche le società partecipate, tra cui l’Idrico Terra di Lavoro (ITL), segnalato per un buco economico da capogiro. Nella relazione figurerebbero elenchi di imprese coinvolte, forniture, concorsi, incarichi professionali, somme urgenze e affidamenti, tutti elementi ora al vaglio degli inquirenti.
L’obiettivo del materiale, stando a quanto trapela, sarebbe quello di ricostruire l’architettura complessiva del sistema: i livelli decisionali, l’apparato amministrativo e i soggetti che avrebbero tratto beneficio dalle procedure. Un quadro che la Magistratura sta ora analizzando per valutarne la rilevanza sotto il profilo penale e amministrativo.
Il dato politico, tuttavia, resta sullo sfondo come elemento difficilmente eludibile. Per anni, molte di queste pratiche sono state ricondotte all’alveo dell’ordinaria amministrazione. Oggi, invece, quel reticolo di rapporti viene osservato con una lente diversa. Il Sistema Caserta – inteso come intreccio di fedeltà, incarichi incrociati e centri di potere – smette così di essere soltanto una categoria giornalistica e diventa un oggetto di indagine che la Magistratura sembra intenzionata a scandagliare fino in fondo, nel rispetto delle garanzie e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.
Nelle foto: Giovanni Zannini, Paolo Conte, Antonio Luserta, Anacleto Colombiano e Pasquale Crisci