Silvestro rinnova il porto d’armi. E a Capri racconta: “Martusciello stava diventando troppo forte”.

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CAPRI – C’è chi, in piena estate, pensa alle vacanze. E poi c’è il senatore Francesco Silvestro, che sembra impegnato a costruirsi giornate decisamente più movimentate.

L’ultimo episodio, raccontato da più fonti, riguarda la richiesta di un certificato medico piuttosto insolita per un parlamentare. Un medico di Pompei, vedendolo arrivare accompagnato da una consigliera regionale, aveva immaginato la consueta visita di controllo. Niente affatto. La richiesta, a quanto pare, era quella di un certificato necessario per il rinnovo del porto d’armi.

La domanda, allora, nasce spontanea: a cosa serve un porto d’armi a un parlamentare che, almeno sulla carta, dovrebbe combattere soltanto battaglie politiche? È una curiosità legittima, nulla di più. Anche perché, di questi tempi, le armi più utilizzate in politica sembrano essere i retroscena, le indiscrezioni e le telefonate, più che le pistole.

E proprio le telefonate conducono al secondo capitolo della storia. Scenario: Capri. Location: la villa di Francesco Zaccariello, brillante imprenditore digitale che una volta l’anno apre le porte della propria residenza a parenti, amici e ospiti di riguardo. Tra questi, anche il senatore Silvestro, suo vicino di casa.

Tra un brindisi e una conversazione riservata, il parlamentare avrebbe confidato ai presenti la propria lettura delle dinamiche interne di Forza Italia: «Martusciello stava diventando troppo potente. Alza il cellulare e chiama direttamente Marina». Quale Marina, non è difficile immaginarlo.

Il copione è quello classico della politica: ciò che viene detto a tavola raramente resta confinato tra i commensali. E così, tra i racconti della serata, emerge anche un’altra frase che avrebbe colpito gli invitati, riferita alla vicenda giudiziaria che lo riguarda: «Sono salito troppo in alto, do fastidio. Ma sarò presto archiviato». Un’affermazione pronunciata, riferiscono i presenti, con assoluta convinzione.

Noi glielo auguriamo sinceramente. Restiamo garantisti oggi, come ieri e come domani. Saranno i magistrati ad accertare i fatti, non altri.

Una sensazione, però, continuiamo ad averla. Che questa storia non abbia ancora esaurito tutti i suoi capitoli. E siccome, con una certa puntualità, c’è sempre qualcuno che ci telefona per raccontare ciò che accade, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: ascoltare, verificare e, quando ci saranno elementi, raccontare. Perché le serie televisive, prima o poi, finiscono. Le cronache della politica campana, invece, sembrano non rimanere mai senza una nuova puntata. (a.a.)