Seri Industrial di Vittorio Civitillo oggetto di nuova interrogazione parlamentare. Versalis, il ministro Urso snobba i lavoratori dell’indotto

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ROMA – La Seri Industrial di Vittorio Civitillo – partner di Eni Versalis a Brindisi per la riconversione del polo chimico – di nuovo al centro delle attenzioni parlamentari per una nuova interrogazione con risposta in Commissione al Ministero delle Imprese e Made in Italy..

L’iniziativa, questa volta, è del deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra: che è un po’ – come dire – la storia della mano destra che non sa che cosa fa la mano sinistra, dal momento che il dicastero è retto da Adolfo Urso, dello stesso partito dell’interrogante.

Scrive infatti il parlamentare pugliese: “L’ipotesi di realizzare una giga factory nel settore green non fornisce chiari dettagli in riferimento ai tempi di attuazione e soprattutto porta con sé la legittima preoccupazione sul pieno riutilizzo della manodopera e la salvaguardia dei posti di lavoro”.

Dunque, la riconversione dell’impianto, nell’ambito di un progetto di 738 milioni di euro finanziato con fondi pubblici, in particolare attraverso il Fondo per l’Innovazione (Innovation Fund) dell’Unione Europea, resta il tema centrale della discussione. Scrive ancora il parlamentare: “Ci sono preoccupazioni sui tempi e sulle modalità di attuazione di questo progetto, così come sull’impatto occupazionale per i lavoratori diretti e dell’indotto”.

E, dunque, il deputato La Salandra vuole sapere “quali iniziative verranno prese per tutelare i lavoratori dell’intero comparto chimico”, indotto compreso, perché “come riportato da diversi organi di stampa le organizzazioni sindacali dei lavoratori sono in pieno stato di agitazione”.

In proposito, anzi, da segnalare è una nota molto forte della Failm, organizzazione sindacale che rappresenta appunto i lavoratori dell’indotto (edili, metalmeccanici, logistica, giardinieri, servizi eccetera) io quali, nel solo caso specifico di Brindisi, ammontano a 550 unità.

Convocati al Mimit, infatti, venerdì scorso, vertici e rappresentanti della sigla sindacale si sono ritrovati davanti non soltanto un impacciato ministro Urso (a dire il vero, gli aggettivi utilizzati dal segretario nazionale della Failm, Claudio Capodieci, sono molto più forti) che non solo “si è detto non in grado” di dare risposte “ad un progetto già definito”, ma ad un certo punto ha addirittura abbandonato la riunione pressato “da altri impegni”.

Riunione – è ancora il caso di aggiungere – alla quale il ministro ha partecipato quasi in solitudine, accompagnato da un solo funzionario del dicastero, e senza nessun rappresentante di Eni, Confindustria e Regioni (Puglia, Sicilia, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia) interessate dal progetto di dismissione della petrolchimica di base e la conseguente riconversione industriale in tecnologie energetiche pulite.

In foto da sinistra: Vittorio Civillo, Eni Versalis, Adolfo Urso, Giandonato La Salandra