Senigallia, l’esondazione danneggia la sede Archeoclub D’Italia

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“Archeoclub D’Italia è in prima linea nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale ed ambientale italiano. Oramai patrimonio ambientale e culturale non sono più due rami diversi. La non tutela del patrimonio ambientale, danneggia anche il patrimonio culturale e questo è un messaggio chiaro. Cantiano. Senigallia, Barbara, Ostra, Trecastelli, sono borghi e centri dal grande valore culturale. Archeoclub D’Italia esprime tutta la solidarietà al popolo marchigiano. Il nostro pensiero è rivolto ai familiari delle vittime, alle vittime stesse, ai dispersi e ai familiari dei dispersi. Il pensiero lo rivolgiamo anche al patrimonio ambientale e naturalistico non sempre curato e al patrimonio culturale per il quale siamo pronti a dare il nostro costante contributo anche nell’ottica di una protezione civile dei beni culturali.

Abbiamo tanto patrimonio culturale in territori meravigliosi anche perché geomorfologicamente fragili e resi, in questi ultimi 50 anni ancora più fragili. E’ tempo di una coscienza civile forte. E’ tempo di far comprendere all’opinione pubblica che va cambiato lo stile di vita. E’ tempo di uno stile di vita sostenibile. Lo dobbiamo fare per le nuove generazioni, per i figli dei nostri figli. Archeoclub D’Italia Nazionale esprime con forza la piena solidarietà al presidente Paolo Negri della sede di Archeoclub D’Italia di Senigallia e a tutti i soci delle marche, al Coordinamento Regionale delle Marche”. Lo ha affermato, poco fa, Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.

“Una situazione senza precedenti, in 42 anni. La sede di Archeoclub D’Italia ha subito danni importanti essendo non distante dal fiume Misa. L’acqua è entrata alta un metro. La porta è stata sfondata dall’acqua che ha raggiunto il livello di circa un metro buttando per terra l’armadio con i documenti. Anche la scrivania è finita sott’acqua –  ha affermato Palo Negri, Presidente Archeoclub D’Italia di Senigallia – caduta la stampante, caduto il modem. Anche la libreria nella parte bassa è stata danneggiata. Una sede che esiste dal 1978.  A Senigallia la situazione è ancora bastanza grave”.