Scandalo Sanità Covid in Campania. Report distrugge De Luca: “Dati della sanità edulcorati”

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“Il governatore ha passato l’estate a dire guardate, quanto siamo stati bravi e ha raccolto il consenso dei propri elettori. Una indagine sieroepidemeologica ha dimostrato che il virus nella prima ondata al Sud non è arrivato, mentre nella seconda ondata ha messo a nudo i governatori compreso il muscolare sistema di De Luca. In estate aveva anche istituito anche i Covid Center, ma dietro il nome inglese che evoca una certa efficienza sono spuntate le criticità croniche della Campania. Non c’è stato un provvedimento che lo ha reso diverso dagli altri governatori, tranne uno quello che ha impedito sistematicamente ai giornalisti di porgli domande o di permettere a medici e infermiere di poter parlare liberamente senza nascondersi”, spiega Sigfrido Ranucci, il conduttore della trasmissione “Report”, in onda ogni settimana su Rai Tre che, in questo caso, si è dedicato ai dati della regione Campania in merito all’epidemia di coronavirus.

“Il bollettino regionale il 10/10 riportava 110 posti di terapia intensiva e 820 di degenza. Cambiano una parolina e per magia il giorno dopo i posti letto lievitano. Il 5/11 si passa da attivabili a disponibili e i posti diventano 590 in terapia intensiva e 3160 di degenza”, spiega Ranucci, facendo notare lo strano caso di 400 posti letto attivati in solo 24 ore ma non realmente disponibili.

“In estate, la regione Campania, avrebbe potuto assumere più medici, più infermieri, comprare più caschi per l’ossigeno e invece hanno preferito una narrazione dei dati edulcorata. La sanità campana travolta dalla seconda ondata: mancano barelle, posti letto, medicinali e operatori sanitari, ma dalla regione nessuno sembra accorgersene. Anche gli ospedali modulari arrivati da Padova tra gli applausi sono finiti sotto la lente della magistratura. I colleghi di  Fanpage hanno scoperto che i lavori di sbancamento dell’area erano cominciati circa una settimana prima che l’appalto fosse assegnato”, conclude Ranucci, attaccando ancora di più la campagna mediatica di De Luca.