CASERTA – Indiscrezioni dell’ultima ora. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, avrebbe coperto anche le due ultime caselle vacanti della disastrata sanità campana.
Alla direzione generale dell’Asl di Caserta, infatti, dopo il tira e molla e le delibere avvolte nei misteri delle procedure politico-burocratiche di Santa Lucia, avrebbe nominato Antonio Limone, il dirigente veterinario sul quale pesava, peraltro, il conflitto di interesse per essere contemporaneamente anche presidente dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, legato da una convenzione con l’azienda sanitaria del capoluogo di Terra di Lavoro.
Il manager Gennaro Volpe, invece, sarebbe stato designato alla direzione dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano sempre di Caserta.
Le nomine saranno perfezionate oggi.
Due nomine che – in tempi normali – farebbero pensare allo stato confusionale che ultimamente sembrerebbe aver preso possesso della mente del governatore, ma che invece, alla vigilia delle elezioni regionali e, soprattutto, della bocciatura del piano di rientro della Sanità regionale della Campania da parte del ministero della Salute, fanno pensare chiaramente ad una manovra elettorale e, dunque, nella prospettiva di un mero esercizio di potere.
Si tratta, infatti, per entrambe le nomine, di due dirigenti molto legati al governatore, che – al di là della professionalità, che non è messa minimamente in discussione – devono evidentemente rispondere più ad una logica politica che ad una gestione di un comparto, che oltre a drenare molte risorse pubbliche, è praticamente allo sfascio.
E a Caserta, poi, è anche nel cono di attenzione della magistratura che segue, ormai, con più filoni di inchieste le vicende della gestione sanitaria dell’Azienda di Via Unità italiana ed un contesto – caratterizzato appunto dalla gestione di Amedeo Blasotti – tra i più delicati della sanità regionale.
L’Asl di Caserta – giusto per ricordare – serve oltre un milione di cittadini, conta otto ospedali da rilanciare, ed è attraversata da criticità sistemiche: dalla crisi della filiera bufalina colpita dalla brucellosi alla mancata bonifica nella Terra dei fuochi, passando per tensioni interne, dove a farla da padrone sono vecchi contenziosi giudiziari e forti pressioni esterne. Insomma, una macchina sanitaria a dir poco sotto stress, di cui finora a pagare in termini di qualità e servizi sono stati i cittadini casertani.
In foto: l’Asl di Caserta, Antonio Limone e Gennaro Volpe