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Salerno: Question Time al posto dei consigli comunali per non annoiare De Luca. Scontro in commissione Statuto

SALERNO – Angela Cappetta – Sarà che il diniego del terzo mandato in Regione non gli è mai andato giù. Sarà che per natura politica è poco incline al contradditorio e che, per tradizione, non è abituato a scontrarsi con un’opposizione. Fatto sta che nel regno di De Luca V i consigli comunali di Salerno meno si riuniscono e meglio è. E, visto che non può essere il sempiterno sindaco a dettare la linea in prima persona, Vincenzo De Luca lascia che siano i suoi uomini – piazzati nei posti giusti – a parlare per lui facendo finta che l’ex governatore non c’entri nulla.

L’ultimo che si è intestato la paternità di una proposta di cui si vociferava da tempo è Fabio Piccininno, eletto nelle file della civica deluchiana “A Testa Alta” e scelto per la presidenza della commissione Statuto e Regolamento, che ieri in commissione, appunto, ha lanciato la “sua” idea: anziché convocare più consigli comunali fiume, perché non istituire una seduta al mese completamente dedicata ad interrogazioni, interpellanze e mozioni che allungano troppo le assemblee pubbliche? Una specie di “Question Time” modello Regione Campania – tanto rimpianta da De Luca – che farebbe risparmiare (ha aggiunto il relatore) anche un po’ di soldini al Comune di Salerno che, in questo modo, non sarebbe tenuto ad erogare il gettone di presenza ai consiglieri per ogni singola assise. Ma che eviterebbe soprattutto a De Luca il tedio di sedere per ore sul suo scranno per ascoltare le polemiche di un’opposizione (che, al contrario dei quattro mandati precedenti, non è più timida e remissiva come una volta) numericamente destinata a soccombere sotto il peso di una maggioranza già indottrinata per tempo prima di entrare in aula.

L’ordine dunque è di cambiare lo Statuto ed abrogare dieci articoli, ma l’opposizione non ci sta. Per Gabriele Casaburi (Forza Italia) così facendo “verrebbe snaturata la figura del consigliere comunale”. Corrado Naddeo (Oltre-Azione) definisce la proposta uno “scellerato tentativo di azzerare le più elementari forme di esercizio democratico”.

La mini coalizione di centrosinistra rappresentata da Franco Massimo Lanocita (Avs) si ripromette di valutarla, ma non è detto che la voterà.

Intanto il secondo consiglio comunale dell’era De Luca doveva essere convocato martedì scorso in vista della seduta fissata orientativamente dopo il 21 settembre. Ma finora non c’è stata alcuna convocazione. Come De Luca vuole.

(Foto Imagoeconomica)

Notix

REDAZIONE NOTIX

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