Salerno. Caos nelle certificazioni antimafia per le imprese agricole, ritardi oltre i due anni

in Campania/Campania News by

In tempi di pandemia da Covid-19 le imprese agricole – pur nell’obbligo e nella necessità di favorire i dovuti rifornimenti di derrate alimentari alle città – continuano a soffrire i mali antichi della burocrazia. È il caso delle certificazioni e delle informazioni antimafia che arrivano anche con oltre 24 mesi di ritardo, comportando disagi economici alle imprese, che in difetto di tale documentazione si vedono negati da Agea gli aiuti dell’Unione europea. Il caso viene sollevato oggi dal presidente di Confagricoltura Salerno, Antonio Costantino, che ha inviato una lettera dai toni cortesi e al contempo risoluti al Prefetto di Salerno, Francesco Russo, al fine di sollecitare un più celere disbrigo di tali pur delicati adempimenti.

Mai come in questo momento gli organismi intermedi di rappresentanza come quello che ho l’onore (ma anche l’onere) di presiedere cercano attraverso l’eco delle mie parole conforto e speranza (…) in un presente incerto e fatto di impegni difficili da mantenere, perché spesso legati ad indisponibilità che non riusciamo a comprendere appieno – scrive il presidente Costantino.

Mi riferisco purtroppo all’annoso problema del rilascio delle certificazioni (o delle informazioni) antimafia per il pagamento degli aiuti comunitari da parte dell’organismo pagatore Agea – sottolinea il presidente di Confagricoltura.

Costantino ricorda anche come “La normativa legata all’evolversi del Decreto legislativo n. 159 del 6 novembre 2011, pur assolutamente condivisibile ed apprezzabile nei suoi principi di base, non ha fatto altro che creare un ulteriore collo di bottiglia burocratico che allunga sempre più la distanza tra l’impresa ed il diritto a vedere soddisfatta in tempi ragionevoli una richiesta di aiuto economico sulla quale l’impresa ha investitotempo, risorse ed aspettative”.

Quindi il presidente di Confagricoltura Salerno sottolinea la gravità della situazione “Oramai le certificazioni rilasciate da parte di codesta Prefettura viaggiano con ritardi che raggiungono o oltrepassano tranquillamente anche i ventiquattro mesi. Ciò comporta aggravi economici notevoli legati a costosi rinnovi di fidejussioni bancarie o assicurative oltre che al lievitare di interessi e spese bancarie per l’accollo di anticipazioni atte a soddisfare gli impegni economici che gli aiuti comunitari avrebbero dovuto compire in tempi accettabili”.

Da qui la richiesta del presidente Costantino – dati i tempi e per quanto possibile – di accelerare le procedure di rilascio di certificazioni e informazioni antimafia, che spesso rappresentano l’unico ostacolo ai pagamenti di Agea verso gli agricoltori.