Picco influenza intasa ospedali di Napoli, pronto soccorso Santobono: 350 bimbi al giorno

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NAPOLI – Boom di ricoveri in ospedale per influenza di tipo A e per polmoniti gravi, dopo le giornate di festa che hanno aumentato la circolazione dei contagi. E’ il dato fornito dalle grandi strutture ospedaliere napoletane, il Cardarelli e l’Ospedale del Mare, ma anche del nosocomio pediatrico Santobono, in attesa di un ulteriore aumento dei casi legato alla riapertura delle scuole.


Al Cardarelli, come riportato ieri, si è registrato un aumento del 25% di pazienti con grave influenza ricoverati rispetto alla media che era stata bassa negli ultimi giorni del 2025. Oggi la media settimanale è di 210 accessi al giorno, con molti pazienti che soffrono di polmoniti virali e che rappresentano circa il 30% dei ricoverati.
    
All’Ospedale del Mare la fine del 2025 e l’inizio del 2026 hanno fatto registrare un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di patologie di contagio di influenza di tipo A e molti ricoveri per polmoniti gravi. Solo dal 29 dicembre all’1 gennaio ci sono stati 25 casi di ricovero con supporto respiratorio, e molti altri con forte influenza e dispnea. La polmonite in particolare è molto contagiosa quest’anno, sottolinea Giuseppe Vitiello, direttore sanitario dell’Ospedale del Mare a Napoli. In vista della riapertura delle scuole l’Ospedale del Mare sta rinforzando le strutture. Si sottolinea l’importanza di curarsi a casa con il medico di base e di andare in ospedale solo per forti aggravamenti, anche per evitare contatti con altri virus presenti nei pronto soccorsi.

Consistenti anche i casi tra bambini all’Ospedale Santobono: durante le feste anche 350 accessi al giorno, di cui 7-8 su 10 per influenza anche con sintomi respiratori e l’8% dei bimbi con la polmonite. “Abbiamo – spiega all’Ansa il primario del Pronto Soccorso Vincenzo Tipo – tanti lattanti con febbre alta, in particolare sotto i sei mesi a cui la vaccinazione non è consigliata e che pagano le riunioni familiari natalizie, dove sono a contatto diretto con i nonni e tanti altri parenti e il contagio gira molto velocemente e colpisce i bambini che sono i più fragili”. Quest’anno per i lattanti e i bambini l’influenza è particolarmente aggressiva, con febbre alta di una durata anche superiore ai 3-5 giorni e la polmonite che, spiega Tipo, “non è grave come quella per gli adulti, ma ha una degenza impegnativa, perché c’è bisogno di ricorso a terapie più accurate, qualche volta con ossigenoterapia”. Il picco influenzale per i bimbi e i ragazzi è atteso “intorno alla terza, quarta settimana di gennaio.