Riciclaggio e falsa fatturazione, cinque arresti: due sono funzionari pubblici

in News by

NAPOLI – Ci sono anche due pubblici funzionari tra le cinque persone colpite da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip del Tribunale di Napoli in cui sono stati contestati i reati di riciclaggio e di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

A notificare il provvedimento, al termine delle indagini dirette dalla Procura di Napoli (terza sezione, criminalità economica), sono stati i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia Valutaria di Roma e i carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, i cinque destinatari delle misure cautelari avrebbero ideato e realizzato un sofisticato sistema fraudolento, il cosiddetto “underground banking”, basato sull’emissione nel biennio 2024-2025, da parte di meri schermi societari, di fatture false per un importo pari a circa 60 milioni di euro. A fronte di tali fatture sarebbero stati emessi bonifici dalle società che hanno ricevuto le fatture, i cui importi sono stati successivamente trasferiti verso conti correnti situati all’estero (in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda), per lo più intestati a società cinesi. Alle società utilizzatrici sarebbe stato poi retrocesso denaro contante reperito presso alcuni commercianti cinesi localizzati nel capoluogo partenopeo al netto di una provvigione per il servizio reso.
Tra i destinatari delle misure figurano anche un carabiniere e un agente della polizia municipale, indagati rispettivamente per riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Durante la notifica degli arresti sono state eseguite, contestualmente, 14 perquisizioni in Campania grazie alle quali sono state sequestrate somme di denaro contante, in parte occultate, per complessivi 230 mila euro.