NAPOLI – Legge regionale della Campania: i sindaci che intendono candidarsi alla carica di consigliere dovranno dimettersi dalla carica di primo cittadino 60 giorni prima della data delle elezioni. E, dunque, non più 90 giorni prima. Sicché, posto che la data utile per le nuove elezioni sia quella – come è probabile che sia – del 26 ottobre prossimo, i primi cittadini dovranno dimettersi entro il 27 agosto.
Così emendata, dunque, all’esito della seduta dell’Assemblea del Centro Direzionale di oggi 28 maggio – hanno votato a favore i consiglieri della maggioranza uscente (centro-sinistra), contro i consiglieri del centro -destra, si sono astenuti i consiglieri del Movimento 5 Stelle – la legge ora vale per tutti i sindaci dei comuni della Campania, senza più la distinzione tra piccoli (entro i 5 mila abitanti) e grandi. Distinzione che, invece, continuavano ad invocare – sostenuti dalle associazioni di categoria, Anci Campania in testa – i sindaci dei piccoli centri, adducendo il rischio di una riduzione della potenziale rappresentanza delle aree interne.
La decisione legislativa dell’assemblea regionale campana, però, non ha ancora posto del tutto la parola fine alla querelle, dietro la quale, in un panorama politico sempre più frastagliato, non pochi leggono il tentativo dei consiglieri uscenti di limitare fortemente la concorrenza che potrebbe venire proprio dai sindaci e dalla popolarità delle aree interne. Così come, la riduzione del termine da 90 a 60 giorni sembrerebbe potersi ricondurre alla necessità di evitare – in piena estate e, dunque, a scapito delle ferie – con la data delle elezioni ipotizzata del 26 ottobre – le incombenze burocratiche propedeutiche allo svolgimento delle elezioni.
Ad ogni modo, sull’argomento si attende ora la decisione ultima della Corte Costituzionale, la quale è chiamata ad esprimersi il 9 luglio prossimo. Davanti alla Consulta, infatti, pende un ricorso di costituzionalità promosso dalla Regione Puglia, che si ritrova una legge elettorale simile a quella della Campania.