Regionali 2025, il centrodestra al bivio: domani vertice con Meloni, Salvini, Tajani e Lupi per sciogliere i nodi sulle candidature

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Roma — In un pranzo strategico che si preannuncia decisivo, i leader del centrodestra — Giorgia Meloni (FdI), Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (Lega) e Maurizio Lupi (NcI) — si incontrano domani (16 luglio) per fare il punto sulle elezioni regionali 2025, che interesseranno sei territori chiave: Veneto, Marche, Toscana, Valle d’Aosta, Puglia e Campania.

Obiettivo del vertice è quello di definire un equilibrio politico tra alleati e accordarsi sui nomi dei candidati, evitando sovrapposizioni e rotture che potrebbero compromettere l’unità della coalizione.

In discussione ci sono quattro regioni di peso: Veneto, Toscana, Puglia e Campania (invero, si vota anche nelle Marche, ma qui la partita è meno complessa dal momento che è pressoché certa e senza contestazioni la ricandidatura per l’attuale Presidente di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli).

Dunque, vediamo la situazione nelle altre regioni, dal momento che la soluzione in una può condizionare la scelta del candidato in un’altra.

In Veneto, il terzo mandato per Luca Zaia rimane un tema caldo, mentre la successione divide FdI e Lega: Alberto Stefani, Elena Donazzan e Luca De Carlo i nomi in lizza.

In Toscana, la candidatura di Alessandro Tomasi (sindaco di Pistoia) potrebbe rappresentare la sfida del centrodestra in una regione storicamente rossa.

In Puglia e Campania, la partita è aperta, con diverse proposte interne tra FdI e FI, mentre emerge l’ipotesi di una regia nazionale condivisa per evitare competizioni intestine.

I sondaggi mostrano margini ristretti in Toscana e Puglia, dove una candidatura forte e coesa potrebbe rivelarsi determinante.

Il vertice potrebbe anche trattare il delicato tema delle alleanze territoriali, con l’eventuale coinvolgimento di liste civiche e movimenti locali. Un banco di prova per la tenuta del centrodestra e per il suo futuro assetto politico.

Nelle foto, da sinistra: Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi