Reggia di Caserta, il nuovo Cda targato Fratelli d’Italia scatena l’ira di Forza Italia e 5 Stelle

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CASERTA – La nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta ha provocato non poche polemiche. Fratelli d’Italia ha fatto man bassa e lasciato a secco gli alleati. Nel Cda Paolo Santonastaso e Nicolina (Nicla) Virgilio, ex vicesindaco di Aversa e candidata alla Regione con la Lega nel 2020.

Il Consiglio di amministrazione della Reggia sarà presieduto dal direttore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei e si comporrà di quattro membri. Con Santonastaso (nominato dal Ministro della Cultura, pupillo della senatrice Giovanna Petrenga e coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni) e Nicla Virgilio (anche lei designata dal Ministro della Cultura e blindata dall’allora ministro Sangiuliano), anche Marianna Pignata, professoressa di Storia della Giustizia all’università Vanvitelli di Caserta e Raffaele Caterina, designato dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.

Dure le prese di posizione dell’opposizione ed anche degli alleati di Fratelli d’Italia. La coordinatrice provinciale di Forza Italia, Amelia Forte ha annunciato che non siederà più agli interpartitici con Santonastaso, che “dovrà scegliere se fare il dirigente politico o il componente del Cda della Reggia”.

Critiche durissime dall’opposizione e, nello specifico dal parlamentare del Movimento 5 Stelle, Agostino Santillo. “Siamo alla spregiudicatezza totale – ha sottolineato in una nota – con la nomina del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nel CdA della Reggia di Caserta, il Ministro Giuli ha gettato definitivamente la maschera. È un atto vergognoso che conferma la natura del Governo Meloni: la cultura non è un valore da tutelare, ma una torta da spartire tra i fedelissimi di partito. Il Ministro lo capisca bene, la Reggia di Caserta non è la ‘bancarella del torrone’ di Fratelli d’Italia.” ​

Santillo, parlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera dichiara anche che “trasformare un sito patrimonio dell’umanità Unesco in un ufficio di collocamento per i circoli locali di Fdi è uno schiaffo in faccia ai cittadini e alla storia della nostra terra. È l’ennesima dimostrazione di una fame di poltrone che non risparmia nemmeno i nostri tesori più preziosi. Questa occupazione militare delle istituzioni è inaccettabile. Il patrimonio culturale è di tutti, non è il cortile di casa del cerchio magico della Meloni”.