CASERTA – Il caso Carditello continua a tenere banco e la polemica si fa rovente. Stefano Lombardi, segretario provinciale del Pd di Caserta, replica al deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano a muso duro. Il dem contesta la versione del parlamentare e chiama in causa direttamente il Ministero della Cultura.
“Chi vive su Marte è Cangiano”, replica Lombardi. E puntualizza: “Nessuno ha fondato la denuncia sulle dimissioni dei revisori. Il punto è un altro e sta scritto negli atti. Il Partito Democratico ha chiesto il commissariamento della Fondazione perché la relazione dei revisori, nominati dal Ministero della Cultura del governo Melone, segnala nell’ultima pagina una situazione ormai non più sostenibile. Il trucco è chiaro. Cangiano cambia la parola e spera di cambiare il fatto, ma gli organi di controllo descrivono una situazione finanziaria al collasso”.
E aggiunge: “Il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori sono scaduti il 27 aprile 2026. Erano stati nominati con decreto ministeriale n.179 del 27 aprile 2023, durata triennale. Dal 28 aprile chi sta gestendo lo fa in prorogatio. E la prorogatio non può diventare possesso politico di Carditello. Onorevole Cangiano – incalza Lombardi – la Reggia di Carditello non è proprietà di Fratelli d’Italia!”
“Anche sulla trasparenza – continua il dem – Cangiano mistifica la realtà delle cose. Controlli il sito, se sa che esiste, e le pagine su consulenze e personale non a tempo determinato: sono ferme al 10 ottobre 2023. Addirittura nell’organigramma mancano i documenti. ‘Amministrazione trasparente’ solo nel nome. Dove sono i bandi? Dove sono gli atti sulle collaborazioni? Dove risultano pubblicati incarichi e procedure per professionisti? Con quali criteri sono stati scelti? Con quali verbali? Con quali compensi?”
Quindi, con malcelato sarcasmo, il segretario dem conclude: “Al ministro Giuli chiediamo molto semplicemente di fare il ministro. Davanti a organi scaduti e conti fuori controllo non c’è altra scelta che commissariare subito la Fondazione”.
Nelle foto, da sinistra: il pd Stefano Lombardi, il parlamentare FdI Gimmi Cangiano e il ministro Alessandro Giuli