CASERTA – Dietro al tentativo di dismissione e recupero ambientale della cava in località Provine Pioppi, al confine tra i comuni di Caserta e Valle di Maddaloni, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero vede la volontà di prolungare l’agonia di un territorio già pesantemente martoriato.
«La mia posizione – ha dichiarato Oliviero – è sempre stata chiara e coerente nel tempo. Già nell’ottobre del 2013 mi feci promotore in Consiglio regionale della proposta di legge intitolata ‘Disposizioni urgenti per la chiusura delle cave e dei cementifici nell’area casertana’, proprio per mettere fine a un sistema di sfruttamento ambientale che ha devastato paesaggi, messo a rischio la salute pubblica e compromesso lo sviluppo sostenibile della nostra provincia. Quella battaglia la portammo avanti con determinazione, e la continueremo a combattere oggi come allora. La proposta di riqualificazione della cava calcarea in località Provine Pioppi non può essere letta come un intervento di tutela ambientale, bensì come un ulteriore escamotage per mantenere attive dinamiche che le comunità locali hanno già da tempo rigettato. Non è accettabile, inoltre, che simili operazioni vengano calate dall’alto, in pieno agosto, senza un adeguato coinvolgimento delle amministrazioni comunali, dei cittadini e dei comitati» Il presidente sottolinea, inoltre, l’urgenza di una pianificazione territoriale nuova, che non utilizzi il lessico della “riqualificazione” per perpetuare modelli economici insostenibili, ma che investa realmente in bonifiche, restituzione ecologica e rigenerazione paesaggistica. «Auspico – conclude Oliviero – che si ponga definitivamente fine a ogni ipotesi di compromesso su questo tema. È ora di voltare pagina: il futuro della nostra provincia non può più passare per le cave»