CASERTA – È bastata una settimana per far emergere le prime discrepanze a Palazzo della Provincia di Caserta.
Il nuovo presidente Anacleto Colombiano non ha perso tempo: ha tolto la stanza a Marcello De Rosa per darla alla segretaria dell’ente, Elena Inserra. Un gesto forte, che nei fatti sancisce la rottura con l’ex presidente facente funzioni oltre che suo grande elettore.
La mossa politica è chiara, mentre sul fronte amministrativo regna l’immobilismo. I veri artefici della macchina provinciale — di dirigenti Paolo Madonna, Gerardo Palmiero, Giovanni Solino — continuano a operare indisturbati. Sono loro, da anni, a decidere i tempi e i processi amministrativi, con i politici costretti a bussare alla loro porta per mandare avanti (o fermare) le pratiche.
In questo sistema, la politica sembra ormai fusa con l’apparato amministrativo. Non c’è gerarchia, ma alleanze funzionali. Lo spostamento di De Rosa non è solo un atto simbolico, fotografa il vero blocco di potere.
E mentre si parla di possibili scandali, di pratiche sospette, e di gestioni discutibili, i nodi restano sotto traccia con i dirigenti che continuano ad esercitare un ruolo operativo spesso superiore a quello degli eletti.
In mezzo a questo quadro, fa rumore l’incontro – questa mattina – tra Colombiano e Giovanni Zannini presso il Comune di San Marcellino. Un faccia a faccia definito “strategico”, che lascia intendere una fase di assestamento o forse di tracciamento delle nuove linee di controllo.
In foto da sinistra: Anacleto Colombiano, Marcello De Rosa e Giovanni Zannini