Processo torture, Manganelli: “Agenti esterni non rispondevano ai vertici del carcere Uccella”

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – “Gli agenti esterni non rispondevano a nessuno di Santa Maria Capua Vetere, ma solo al Comandante Colucci e alle altre responsabili del Gio, le ufficiali Perillo e Di Donato, e facevano capo direttamente a Fullone (allora capo del Dap in Campania, ndr), che aveva disposto la perquisizione” racconta l’ex comandante Manganelli, escusso nelle vesti di imputato nel maxi-processo in corso da tre anni nell’aula bunker del carcere.

Manganelli, che non prese materialmente parte alla perquisizione, accredita la tesi già avanzata da altri agenti in servizio nell’istituto nel periodo dei fatti ed esaminati in aula nei mesi scorsi, ossia che furono proprio gli agenti esterni i responsabili delle violenze verso i detenuti, e che tanto i vertici della penitenziaria quanto quelli amministrativi del carcere di Santa Maria Capua Vetere, come i vicedirettori Parenti e Rubino (entrambi imputati) – la direttrice Elisabetta Palmieri era assente per malattia – furono in pratica esautorati da ogni ruolo operativo da Fullone durante la perquisizione.