Primaset si arricchisce di un nuovo format e, dopo L’Intervista, arriva L’inchiesta.
D) Presidente, dopo “L’Intervista” parte il secondo format di approfondimento della rete ammiraglia del gruppo: “L’Inchiesta”.
R) Tutto ciò che abbiamo messo in programma sta prendendo forma, passo dopo passo, nel nuovo palinsesto. “L’Inchiesta” è un progetto che ho fatto creare da un pool di giornalisti e a cui tengo molto. La data prevista del 19, che cade di sabato, va modificata. Darò disposizione affinché il programma vada in onda il lunedì o martedì alle 22: è la fascia perfetta per un’inchiesta televisiva”.
D) Ha già visionato i contenuti della prima puntata?
R) “So perfettamente di cosa si parlerà. Come editore è mio dovere dare la linea, “L’Inchiesta” è un format che può davvero accendere l’attenzione delle forze dell’ordine e della Magistratura. Serve coraggio, serve schiena dritta. Raccontare la verità, senza filtri: questo è giornalismo. E noi, in Primaset, non abbiamo padroni. Siamo una voce libera, e i miei collaboratori hanno piena autonomia. Chi tradisce questi valori e questi principi viene subito messo fuori dal mio gruppo editoriale, senza appello. Sì, il format “L’Inchiesta” è una mia idea. E lo dico chiaramente: la Campania è una regione gravemente corrotta, ritengo all’ 80% e va messo un freno. Pero’ il programma affronterà tutte le regioni italiane. Non si tratta più di casi isolati: è un sistema radicato. I problemi iniziano dal “piccolo”, nei consigli comunali ed arrivano ai grossi scandali che, salendo salendo, accadono in quasi tutti gli enti. Serve un freno. Serve uno scossone”.
D) Serve una nuova Tangentopoli?
R) “Forse non basterebbe nemmeno. Per quello che leggo e vedo ogni giorno, la corruzione ha raggiunto livelli altissimi, intollerabili. Posti di lavoro, appalti, incarichi: è tutto sistema. Come gruppo editoriale, Primaset è il quarto polo editoriale nazionale: non siamo sottovalutati. Siamo temuti. E chi ci teme, sbaglia. Perché la mia linea editoriale è chiara ed una sola: Se c’è una notizia, di qualsiasi livello, si pubblica. Punto”.
D) Che idea ha della classe politica attuale?
R) “Le persone perbene non si vedono negli enti, non trovano spazio. Si contano sulle dita di una mano. E chi ci si avvicina, spesso scappa via in 24 ore. È un ambiente tossico, dove chi vuole cambiare le cose rischia di essere schiacciato o espulso”.
D) E dell’imprenditoria?
R) “Le faccio un esempio semplice. Lei conosce la presa della corrente? Ci sono tre fili: due portano la corrente, il terzo è il filo di massa. Ecco, ad alcuni imprenditori gli fanno fare il filo di massa. Li usano per scaricare tutto su di loro, mentre il potere vero, la corrente, dove imbrogliano e fanno di tutto non vengono toccati anche se accadano scandali. Così il sistema non funziona. Non si cresce, non si innova. Si obbedisce e basta”.
D) Da quello che ci dice, “L’Inchiesta” , quindi, sarà un programma dove c’è da aspettarsi di tutto e che non farà sconti a nessuno ?
R) “Non deve farli. Nella vita si fanno delle scelte. La mia è chiara, ogni giorno: sono contro ogni sistema corrotto, politico, camorristico o di qualsiasi altra natura. E se questo significa dar fastidio… vuol dire che stiamo facendo bene il nostro lavoro”.
D) Grazie per l’intervista.
R) “A voi, buon lavoro”.
Rita Sparago