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Pregiudicato napoletano, in missione a Vicenza, perde il berretto a casa delle vittime di una truffa: è stato identificato con il Dna

VENEZIA – Perde il berretto a casa di due anziani che aveva truffato con la tecnica del “falso carabiniere”, rubando in casa denaro e oggetti preziosi, e i veri militari lo identificano con l’analisi del Dna.

Si tratta di un pregiudicato napoletano di 49 anni, denunciato dai Carabinieri della stazione di Vicenza.
I fatti risalgono al 5 maggio scorso, quando un anziano vicentino si era presentato in caserma per sporgere denuncia, raccontando di aver ricevuto una telefonata da un presunto appartenente all’Arma che, con il pretesto di dover svolgere accertamenti su una rapina dove era stata coinvolta la sua auto, lo aveva indotto ad allontanarsi da casa per andare alla sede Aci.

Nel frattempo, un complice si era presentato presso l’abitazione, e approfittando della distrazione della moglie dell’uomo, aveva ribato monili in oro e pietre preziose per un valore complessivo di circa 10.000 euro.

Allontanandosi però ha perso un copricapo, recuperato e sottoposto a sequestro dai Carabinieri. Grazie agli accertamenti sul Dna svolti dal Ris di Parma si è così risaliti all’identità del 49enne, con precedenti per reati contro il patrimonio, denunciato per truffa aggravata. 

Intanto, il telefonista – si legge in una nota dei carabinieri – è stato arrestato dai carabinieri a Viareggio mentre era a passeggio con la famiglia. Latitante dal giugno del 2025 è stato arrestato dai carabinieri mentre era a passeggio con la famiglia. Alla vista di una pattuglia è scappato verso il molo, rincorso e bloccato ha ammesso di essere ricercato. Era lui a telefonare agli anziani e, simulando gravi emergenze, finti fermi da parte delle forze dell’ordine o imminenti pericoli di denunce a carico di familiari, li spingeva a consegnare denaro o gioielli. E’ accusato di 42 episodi di estorsione e truffa aggravata in varie città italiane per cui era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dopo un’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Roma Porta Portese e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave. Ora è in carcere a Lucca.

Nel mirino dei malviventi c’erano persone dai 54 ai 96 anni, con truffe e raggiri tra Lazio, Toscana e Campania, nei comuni di Roma, Monterotondo, Albinia (Grosseto), Salerno, Cava dei Tirreni (Salerno), Bagnaia (Viterbo), Meta di Sorrento, Aversa, Portici, Castellammare di Stabia, Qualiano, San Felice a Cancello (Caserta) che hanno generato un volume d’affari illecito stimato in oltre 300.000 euro tra contanti, gioielli e oggetti in oro.

Le indagini sono partite agli inizi del 2023, quando un’anziana di 81 anni a Ostia, sul litorale romano, è stata raggirata con la tecnica del “finto nipote” e del “finto operatore postale”: consegnò 14.000 euro in contanti e 200 grammi di oro sotto la minaccia di una denuncia a carico della figlia.

All’inizio delle indagini i Carabinieri hanno arrestato in flagranza tre complici, sorpresi a ritirare il denaro a casa degli anziani. In quell’occasione, a casa del 27enne, a Napoli, vennero sequestrati elenchi telefonici, dispositivi mobili, 10.000 euro in contanti e orologi di pregio.

Notix

REDAZIONE NOTIX

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