CASERTA – Si è definitivamente chiuso il capitolo di uno dei progetti imprenditoriali più ambiziosi partoriti dal Mezzogiorno nei primi anni 2000. Con l’acquisto da parte della società RENAUTO 2000 srl del gruppo Farina, infatti, il Polo della Qualità di Marcianise – un’imponente struttura produttivo-commerciale estesa su un’area di 131 mila 842 metri quadrati, con l’originaria ambizione di fare pendant con il dirimpettaio Tarì – è destinato probabilmente anche a cambiare destinazione d’uso, sia pure soltanto merceologico.
Anche se, al momento, non è dato sapere. Di certo, col passaggio di proprietà, il Polo della qualità non tornerà più ad essere – o ad ambire – il centro produttivo della moda di alta gamma, il Polo del lusso in Campania e, più in generale, nel centro sud.
Di certo, col passaggio di mano si chiude però definitivamente un fallimento societario che si trascinava da quindici anni. La sentenza della messa in liquidazione della Società consortile a r.l. che ne gestiva le sorti risale, infatti, al 10 settembre del 2010.
Una vicenda – quella del Polo della qualità – che sembrava ormai dimenticata, non soltanto per la consueta lentezza e lungaggine della procedura fallimentare, ma proprio perché di quel sogno, della costruzione di un vero e proprio tempio della moda, sembrava ormai non interessare più nessuno.
Del resto, l’atto di acquisto rogitato dal notaio Onofrio di Caprio a beneficio di Felice Farina, in rappresentanza appunto della società RENAUTO 2000 srl, è datato nella tarda primavera dello scorso anno, anche se soltanto adesso se ne è saputo.
Dunque, alla fine – dopo una serie di aste andate a vuoto – i curatori fallimentari Roberta Napolitano, Federica Sandulli e Pasquale Menditto hanno preso atto dell’aggiudicazione competitiva (l’asta è del 20 febbraio 2025) e del successivo provvedimento (4 marzo 2025) del giudice delegato, e di buon grado hanno consegnano le chiavi del “Centro Polifunzionale per attività Produttive” – questo il nome del compendio immobiliare di via Pozzo Bianco, in zona Asi del comune di Marcianise – al nuovo proprietario, che lo ha pagato 5 milioni e 750 mila euro.
E si tratta, tutto sommato, di un affare, considerato che del “Polo” fanno parte 816 unità immobiliari tra locali negozio (336), autorimesse (322), locali deposito (150), opifici (4), due unità a destinazione commerciale, un lastrico solar e un’area urbana. Tanto più se si considera che l’iniziale base d’asta per rilevare la struttura era fissata, in origine, a poco più di 129 milioni, che negli anni sono scemati fino a diventare 8 milioni per fermarsi e trovare un acquirente – lo abbiamo detto – a 5 milioni e 750 mila euro.
Il Polo della qualità fu inaugurato nel gennaio 2007, dopo sette anni di lavoro, dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente della Regione del tempo, Antonio Bassolino.
Si basava – ha ricordato qualche mese fa in un’intervista Guglielmo Aprile, imprenditore orafo e principale promotore dell’iniziativa, su una scommessa: mettere in rete i nomi noti e meno noti di un artigianato di grande qualità ma poco propenso al gioco di squadra.
Tra i soci, figuravano firme storiche dell’alta sartoria napoletana: da Marinella a Kiton, a Rubinacci, Isaia&Isaia, Eddy Monetti, Tramontano, Mario Valentino, Morelli, New Cotton Company, Sartoria Partenopea, eccetera, oltre a marchi della gioielleria come Carità, Chantecler Altanus e Giannotti e i profumi Carthusia di Capri.
Avrebbe dovuto replicare e allargare alla moda di lusso il successo del centro produttivo che intanto era già sorto, proprio di fronte, dall’altra parte della strada: il Tarì, specializzato però nella sola produzione orafa, che ha avuto – si sa – tutt’altra fortuna. (An. Ar.)