Pizzo a imprenditori, chiesti 10 e 9 anni per Mezzero e Diana. Pm Dda: “Vittime reticenti”

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GRAZZANISE – Secondo il pubblico ministero Vincenzo Ranieri della Dda le dichiarazioni degli imprenditori, presunte vittime di estorsione, sono omertose e reticenti, mentre hanno ben altro valore probatorio le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Al termine della requisitoria ha chiesto dieci anni di reclusione nei confronti di Alessandro Mezzero e nove anni per Giovanni Diana.

Entrambi gli imputati sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, di tentata estorsione ed estorsione aggravate dalle finalità mafiose. Mezzero avrebbe chiesto il pizzo ad Enrico Coppola titolare di un autolavaggio, ed a Pietro Tavoletta, imprenditore edile, ma entrambi non hanno confermato le richieste estorsive. Diana è invece accusato di aver preteso una quota della compravendita di un capannone industriale a sant’Andrea del Pizzone, avvenuta tra Nicola D’Aniello e Luigi Miraglia, ma il primo sentito nella precedente udienza ha dichiarato di non aver mai conosciuto Diana. Il procedimento che si celebra con la forma del giudizio abbreviato condizionato, è stato rinviato al nove dicembre per le arringhe dei difensori, gli avvocati Paolo Caterino, Camillo Irace e Angelo Raucci.

gmm