PARETE – I nodi stanno venendo al pettine. Quattro esponenti della maggioranza, guidati da Michele Falco, hanno preso le distanze dal sindaco Gino Pellegrino, aprendo una crisi politica che affonda le radici ben oltre le schermaglie degli ultimi giorni.
Il punto di rottura, raccontano i bene informati, sarebbe maturato quando Pellegrino avrebbe preteso da Giovanni Zannini il sostegno per la candidatura alla presidenza della Provincia. Una richiesta che il consigliere regionale non avrebbe accolto. Da quel momento, i rapporti tra i due si sarebbero progressivamente deteriorati.
Eppure, fu proprio grazie al sostegno di Zannini che Pellegrino riuscì a conquistare anche la presidenza dell’Eda (Ente d’Ambito Rifiuti di Caserta). Ma in politica la memoria è spesso corta e le alleanze hanno la durata delle convenienze.
Con le prossime amministrative all’orizzonte, l’intesa prevedeva che Pellegrino facesse un passo indietro, lasciando spazio alla candidatura a sindaco di Michele Falco. Accordo che, secondo i suoi ormai ex alleati, il primo cittadino avrebbe deciso di disattendere, puntando a una terza candidatura e restando così fuori da tutti i nuovi equilibri politici.
Da qui la frattura. E da qui la scelta di Falco e di altri tre consiglieri di marcare le distanze. A Parete, insomma, la successione è già cominciata. E il sindaco uscente rischia di scoprire che, quando la politica cambia cavallo, difficilmente concede rivincite.
Nelle foto, da sinistra: Michele Falco e Gino Pellegrino