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Campania

Rosalia Santoro nominata vicepresidente della Scabec dal presidente De Luca: la competenza premia

Non è passata inosservata la competenza con cui Rosalia Santoro ha rilanciato in pochi mesi il Museo Campano di Capua. Grazie al suo lavoro, la dottoressa Rosalia Santoro, presidente del Cda del Museo Campano di Capua, è stata notata dal presidente Vincenzo De Luca che oggi l’ha nominata vicepresidente della Scabec, la società in house della Regione Campania che gestisce tutto il patrimonio dei beni culturali della Regione Campania.

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“Commenti negativi sulla foto…”, le precisazioni della Imoco Volley Srl

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Dallo studio legale Moretti e Bortoluzzi riceviamo e pubblichiamo:

Oggetto: articolo “Commenti negativi sulla foto del Conegliano. La verità è che atlete e staff hanno paura ma le società impongono di proseguire” pubblicato il 5 marzo 2020 nel sito internet Notix.it.

Scrivo la presente in nome e per conto della Imoco Volley S.r.l. Società Sportiva Dilettantistica, con sede in San Vendemiano, via Longhena, numero 1.

Mi riferisco all’articolo pubblicato oggi sul sito Notix.it – Quotidiano Nazionale Online, avente ad oggetto “Commenti negativi sulla foto del Conegliano. La verità è che atlete e staff hanno paura ma le società impongono di proseguire” e riferibile genericamente alla Redazione del medesimo sito, non riportando la firma di alcun giornalista.

In tale articolo, il cui titolo già muove pesantissime accuse alla società da me rappresentata, la Vostra redazione ha pubblicato una foto della squadra femminile Imoco Volley e dello staff tecnico, scattata ieri all’esito della partita di Champions League tenutasi a Stoccarda, e che ritrae giocatrici e staff intenti a riparare con la mano la bocca.

Con tale posa, l’intenzione della squadra e dello staff era quella di rassicurare il pubblico, circa la necessità di adottare quelle misure di prevenzione per evitare la diffusione del contagio da coronavirus che tutti noi in questo periodo siamo chiamati ad adottare. Il tutto, però, anche cercando di smorzare gli allarmismi e le preoccupazioni che, in questi giorni, purtroppo, accompagnano il vivere quotidiano di larga parte della nostra popolazione.

Né la squadra né lo staff tecnico hanno mai inteso palesare con tale scatto le asserite paure o i presunti costringimenti di cui invece l’estensore dell’articolo è andato parlando. E in tal senso è stata da più parti correttamente commentata ed interpretata la citata immagine.

Di contro, la Vostra redazione, strumentalizzando l’immagine rappresentata nello scatto di cui sopra, ha invece operato una unilaterale quanto arbitraria interpretazione della stessa, sollevando inaccettabili insinuazioni e pesantissime accuse che ledono gravemente e pesantemente il prestigio e l’immagine della società da me rappresentata.

L’aver affermato che le atlete sono “vittime di un sistema vergognoso” e che “le società obbligano le atlete” a giocare “senza alcuna tutela”, così come l’aver insinuato che “dietro” la squadra ci sarebbero “società di gioco con 1200 dipendenti” che attualmente risulterebbero “in crisi” e che rischierebbero il “default” se la squadra si ferma, sono affermazioni che non corrispondono al vero, né al reale sentire della squadra, e che gettano gravissimo discredito sulla mia Cliente.

Con la presente, pertanto, ferme e riservate tutte le iniziative a tutela dei diritti ed interessi della mia Assistita, Vi invito e diffido a rimuovere immediatamente l’articolo di cui sopra, provvedendo anche alla pubblicazione di un articolo a rettifica avente medesimo, che chiaramente specifichi che quanto contenuto nell’articolo oggi pubblicato non è il frutto delle dichiarazioni delle atlete o dello staff ma esclusivamente una arbitraria interpretazione di un Vostro redattore non accompagnata da un’adeguata verifica dei fatti e da un diretto riscontro della reale posizione dei soggetti interessati.

Avvocato Paola Moretti

Volley Femminile, l’appello dell’onorevole Paolo Russo (FI): “Fermiamo tutto per i prossimi 15 giorni, ne riparleremo quando avremo le idee più chiare. Avere un’atleta contagiata di coronavirus credo non giova all’immagine dello sport”

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Scuole e Atenei chiusi, sospesi i viaggi d’istruzione o le iniziative di gemellaggio, limitazioni per gli accessi alle strutture sanitarie ed ospedaliere, sospesi meeting, congressi, riunioni, eventi sociali ed altre manifestazioni di qualsiasi natura che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Queste sono solo alcune delle misure adottate nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri recante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica”. A fronte dell’adozione di queste misure, onorevole Russo (Paolo, ndr, esponente di Forza Italia), perché secondo Lei si è deciso di far disputare lo stesso il campionato di Volley Femminile, A1, anche se a porte chiuse? Non è un controsenso?

Assolutamente sì, è un controsenso. Per quanto concerne le attività sportive sarebbe stato utile ridurre al minimo i rischi che corrono anche gli atleti. Avrei piuttosto utilizzato un criterio più restrittivo. Per essere più espliciti: il principio di prudenza e di precauzione che è stato adottato per le scuole (chiusura fino al 15 marzo, ndr) lo avrei utilizzato come metro anche per le attività sportive. E’ a tutti evidente che, giocando a porte chiuse, si perde un pezzo di spettacolarità e quale migliore occasione per rinviare il tutto a quando le condizioni consentiranno a tutti di essere più sereni”.

Le atlete devono sostenere delle trasferte, a bordo di aerei o treni, anche alla volta delle zone cosiddette “rosse”, dove si registrano focolai di coronavirus. Non si corrono rischi, secondo Lei? Glielo chiedo anche nella sua qualità di medico

Sul piano del principio, i rischi sono relativamente bassi. Ma mi domando: perché correrli? A maggior ragione se si tiene conto di un dato: ovvero che i vettori (aerei e treni, ndr) rappresentano un naturale focolaio di spandimento di virus. La verità è che siamo di fronte ad una prudenza straordinaria sul fronte delle scuole e ad un lassismo e ad un’assenza di prudenza nei confronti degli atleti, specialmente nel settore del volley femminile. Credo che non giovi a nessuno, nemmeno all’immagine dello sport, avere un atleta contagiato di coronavirus”.

Pur giocando a porte chiuse, come si fa a garantire la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, allorquando le atlete in campo devono fare muro? E poi anche negli spogliatoi le atlete hanno contatto tra di loro, come si fa a garantire la loro sicurezza?

Se viene suggerito a palestre e piscine di fermare le attività, proprio in ragione dei contatti, mi domando: perché non adottare lo stesso metro di misura per tutte le discipline sportive? In campo, sul taraflex, il contatto c’è: c’è nei muri, c’è nelle schiacciate. Ho la sensazione che si voglia correre – e far correre – un rischio inutile”

Le atlete, che dormiranno anche in alberghi posizionati nelle cosiddette zone “rosse”, pur in assenza di sintomi evidenti, al loro rientro dovrebbero essere poi sottoposte al test, secondo normativa, affollando ancor di più le strutture ospedaliere e aumentando il rischio di contagio

Stiamo provando a mettere in campo norme che rendano la vita sociale frenata ma, al tempo stesso, semplice. Mi pare, questa, un’inutile complicazione. Noto un accanimento nel pretendere che si giochi. E mi domando: ma a vantaggio di chi?, o di che cosa? Se chiudiamo le scuole che sono un servizio essenziale, con evidenti disagi alle famiglie, e se poniamo in essere una serie di sforzi orientati ad evitare il minimo rischio, perché non viene rinviata un’attività rinviabile”.

Perché non fermare il campionato e attendere che il picco epidemico sia superato?

Una domanda, la Sua, che ha in sé la risposta. Io suggerirei prudenza. Molta prudenza, la stessa prudenza che è stata adottata in altri settori. Suggerirei anche a questo campionato di utilizzare i prossimi 15 giorni come una sorta di riflessione. Verifichiamo cosa accade e poi avremo tutti le idee più chiare sul da farsi. Inutile esporre atleti, atlete e staff tecnici a rischi”.

Coronavirus non ferma concorsi in Campania, De Luca: “Nessun panico ma estremo rigore”

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Sono in atto due concorsi che erano partiti prima dell’esplosione dell’emergenza: un concorso che riguarda il piano del lavoro della Regione per 10 mila giovani da occupare in 250 comuni e che si concluderà credo nella giornata di oggi e un secondo concorso per 650 assunzioni nei centri per l’impiego. Abbiamo adottato tutte le misure necessarie: abbiamo distanziato i banchi, abbiamo collocato distributori di disinfettante. Quel minimo di attenzione e di prudenza. A maggior ragione stiamo mandando avanti i concorsi che riguardano l’aera sanitaria. La nostra linea: Nessun panico ma estremo rigore e attenzione”. Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania.

Coronavirus, pm di Foggia avvia indagine: dopo le dichiarazioni del governatore della Puglia

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La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta conoscitiva in merito ai fatti accaduti a San Marco in Lamis, nel Foggiano, dove è deceduto un 75enne risultato positivo al coronavirus dopo i funerali che si sono svolti alla presenza di centinaia di persone. L’emergenza riguarda l’area tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, per la quale ieri il governatore Michele Emiliano ha detto di temere che possa scoppiare un focolaio, come accaduto in Lombardia nella zona di Codogno, e per questo motivo ha chiesto al governo Conte di far scattare la “zona rossa” per limitare i contagi. “Si tratta di una sorta di pre-inchiesta – spiega il procuratore Ludovico Vaccaro – che al momento non ha ipotesi di reato né indagati. È una inchiesta per accertare i fatti ed è di natura conoscitiva”. Il procuratore fa riferimento alle affermazioni di Emiliano che ieri ha parlato di “errore catastrofico” da parte di “un medico legale” che avrebbe rilasciato la salma per i funerali prima di conoscere l’esito del tampone.

Coronavirus, 2.706 i contagiati in Italia: 1.346 quelli ricoverati con sintomi e 1.065 quelli in isolamento domiciliare. 276 i guariti, 107 i decessi

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Sono 2.706 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 443 persone in più rispetto a ieri e 107 i morti, 28 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. Crescono le persone guarite. Sono 276, 116 in più rispetto a martedì. L’aumento è del 72,5%, il maggiore registrato negli ultimi giorni. I dati aggiornati dicono che i morti sono arrivati a 107, il 3,47% del totale dei contagiati, e che ci sono 295 malati in terapia intensiva, 66 in più di ieri, pari al 28,8% in più. Ma è anche vero che sono poco più del 10% dei 2.706 malati totali. Tra loro non c’è il ministro Patuanelli: il titolare del Mise, che la settimana scorsa aveva incontrato l’assessore lombardo Mattinzoli, poi risultato positivo, si è sottoposto al tampone ed è risultato negativo. Ora è comunque in isolamento al ministero. 1.346 sono invece i malati ricoverati con sintomi e 1.065 quelli in isolamento domiciliare.

Per il bene dell’Italia Conte farebbe bene a dimettersi. Scuole chiuse ma, intanto, nel settore dello sport non blocca i campionati minori

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Ma ci rendiamo conto della politica dei controsensi del presidente Conte? Da un lato si chiudono le scuole, ed è giusto che sia così, dall’altro si consente – anche ai più piccoli – di giocare nelle palestre delle scuole, purché a porte chiuse. Avranno capito che dalla serie B a scendere, per quanto concerne i campionati minori, va bloccato tutto? Possibile che nessuno si preoccupi del fatto che le squadre di A1, nell’ambito del campionato del volley femminile, nel prossimo weekend – ed in quelli a seguire – dovranno raggiungere anche i palazzetti delle cosiddette “zone rosse”, viaggiando a bordo di treni e aerei? Al rientro dalle gare in trasferta nelle zone dove si registrano focolai del coronavirus, le società dovranno necessariamente far sottoporre le proprie atlete al tampone. Ma Conte realmente non ha preso in considerazione il problema o tiene forzature? Per il bene dell’Italia Conte farebbe bene a dimettersi!

Allerta Coronavirus, scuole e atenei chiusi fino al 15 marzo: si decide sullo stop alle partite

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Il Governo ha deciso per la chiusura di tutte le scuole e gli atenei fino a metà marzo per gli effetti del coronavirus. E’ quanto emerso dalla riunione tra il premier Giuseppe Conte e i ministri a Palazzo Chigi. Giovedì in cdm deficit e dl economia; si decide sullo stop alle partite.

Trenta giorni di fermo totale ed il coronavirus si può sconfiggere. Niente porte aperte e mezze misure. Urgono provvedimenti drastici!

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Trenta giorni di fermo totale: solo così, fermando alcuni settori cardine del nostro Paese, si potrà sconfiggere la diffusione del coronavirus. O, quanto meno, ridurre al minimo i possibili casi di nuovi contagi. Al contrario, se da parte del premier Conte continueranno ad essere adottate mezze misure (scuole aperte, palazzetti e stadi aperti ma senza il pubblico), il coronavirus difficilmente lo eradicheremo. Niente porte aperte. Parola d’ordine: chiusura!!! Solo così si potrà controllare e gestire meglio un’emergenza imprevista e imprevedibile

Coronavirus, positivo scappa da ospedale: denunciato. Anche il tassista che lo ha accompagnato a casa sta valutando di denunciarlo

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Un settantunenne positivo al Coronavirus è scappato dall’ospedale Sant’Anna di Como ed è ritornato a casa in taxi nella provincia di Bergamo. Il tutto, riferiscono i media locali, è successo ieri mattina. L’uomo era stato trasferito dalla Bergamasca a Como ed era ricoverato in isolamento nel reparto di malattie infettive. Ma ormai si sentiva bene e quindi, dopo il controllo di primo mattino, ha preso le sue cose, chiamato un taxi ed è tornato a casa a Casnigo. Quando in ospedale si sono accorti della sua assenza, durante il giro di visite, hanno avvisato i carabinieri. I militari di Bergamo sono andati nella sua abitazione e lo hanno denunciato per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità. Il tassista che, ignaro, lo ha accompagnato a casa ha deciso di mettersi in auto quarantena e sta valutando di denunciarlo.

Coronavirus, tampone negativo per il Papa: da giorni accusa un raffreddore che l’ha costretto a limitare gli impegni

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Nessun commento da parte della Santa Sede alla notizia pubblicata oggi dal Messaggero, secondo cui papa Francesco “si sarebbe sottoposto per precauzione al tampone risultando ovviamente negativo”. Da alcuni giorni il Pontefice, per sua stessa ammissione, accusa un raffreddore che l’ha costretto a limitare le udienze e a rinunciare alla trasferta ad Ariccia per gli esercizi spirituali di Curia.

Coronavirus, in Italia 1.835 casi e 52 morti: frenano i contagi. Settimana decisiva per capire l’andamento dell’epidemia

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In Italia frenano i contagi: lunedì l’incremento dei malati è stato del 16% (258 casi in più) a fronte dell’aumento del 50% registrato il giorno prima. Di questi, inoltre, il 50% è asintomatico (o con sintomi lievi) e in isolamento domiciliare, il 40% è ricoverato con sintomi e solo il 10% in terapia intensiva. “Un dato confortante” dice il commissario Angelo Borrelli sottolineando che si tratta di una percentuale che ricalca il dato complessivo: su 1.835 malati, 927 sono in isolamento nella propria casa, 742 ricoverati con sintomi e 166 in terapia intensiva. Sono 149 i guariti, 52 i decessi. L’ultimo bollettino della Protezione Civile conferma quello che da giorni ripetono gli esperti e che anche ieri ha sottolineato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro: i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se le misure adottate sono davvero in grado di fermare il contagio o se, viceversa, ne serviranno di nuove ed ancora più stringenti. La nuova parola-chiave nell’emergenza coronavirus è ora “droplet”. Il termine inglese si può tradurre letteralmente con “gocciolina” ma in realtà indica il criterio di tenersi alla giusta distanza affinché le “goccioline di saliva” che disperdiamo nell’aria, starnutendo e tossendo, ma anche soltanto parlando, non arrivino agli altri.

Coronavirus, decreto discutibile del premier Conte in materia di sport: sì alle gare, ma a porte chiuse

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Un decreto discutibile, quello adottato in queste ore dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, in materia di sport, recante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Da un lato, nel decreto, vi è la solita litania delle precauzioni da adottare (lavare bene le mani, far mantenere la distanza tra atleti/e negli spogliatoi di almeno un metro e così via). Dall’altro, però, si stabilisce che le gare – relativamente alle competizioni sportive di ogni ordine e discipline – possono essere tranquillamente svolte a porte chiuse. Ma ci si rende conto che vengono usati due pesi e due misure, di fronte a questa emergenza che attanaglia l’Italia? Non è un controsenso tenere le scuole chiuse e poi far scendere in campo (in palazzetti, piscine ed altri impianti sportivi) atleti e atlete, seppur a porte chiuse? Forse il presidente Conte dimentica – o fa finta di dimenticare – che ci sono squadre che devono affrontare dei viaggi prima di poter scendere in campo? E se qualcuno, durante la trasferta e l’attraversamento della zona cosiddetta “rossa”, dovesse contagiarsi, che cosa succederebbe? Ma il presidente Conte ha veramente a cuore la salute di atleti e atlete, delle bambine (che garantiscono il servizio campo e pulizia) e di tutto il mondo dello sport? Ah saperlo

Sicurezza, Conte: “Stima per nostra intelligence, i premier esteri mi esprimono plauso”

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Sono fiero di riferire che i miei omologhi esteri non mancano di attestarmi il loro convinto plauso per la caratura professionale della nostra intelligence e per il loro contributo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo alla presentazione della Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a Roma.

Imola, morto l’ex parlamentare Solaroli: nel ’99 fu sottosegretario nel Governo D’Alema

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E’ morto nella notte per un malore l’ex sindaco di Imola Bruno Solaroli, 81 anni. Per molti anni funzionario del Pci, è stato anche parlamentare dal 1987 per altre tre legislature. Nel 1999 venne nominato sottosegretario di Stato del Tesoro, del Bilancio e della programmazione nel primo governo di Massimo D’Alema. Fino al 2012 è stato dirigente della Regione Emilia Romagna e fino a un anno fa era presidente della sezione imolese dell’Anpi. Lascia la moglie e due figli. “Una notizia molto triste per la nostra comunità, per il nostro Partito! Coraggio, passione e visione. Un vero punto di riferimento. Una sua parola e un suo pensiero hanno sempre meritato ascolto ed attenzione, segnavano un valore, erano una radice della nostra comunità e della Sinistra con la S maiuscola! Il suo impegno per l’Anpi e per l’antifascismo sono stati di grande esempio”, è il ricordo del segretario territoriale del Pd per il circondario imolese, Marco Panieri.

Elezioni suppletive a Roma centro, vince Gualtieri. Centrodestra incassa il 26%, il Movimento 5 Stelle si ferma al 5%

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Roberto Gualtieri vince le suppletive di Roma centro e si prepara a subentrare in Parlamento a Paolo Gentiloni che, nominato commissario europeo, aveva lasciato il seggio. Alle elezioni ha partecipato il 17,66% dell’elettorato, ovvero 32.880 persone su 186.234 chiamate alle urne. Gualtieri, ministro dell’Economia del governo Conte, è stato supportato dal centrosinistra unito e – con l’82% delle sezioni pervenute – ha incassato il 62% dei consensi. Maurizio Leo, sostenuto dal centrodestra, a dati ancora incompleti, ha raccolto il 26% circa dei voti, mentre il M5s che si è presentato con Rossella Rendina nemmeno il 5%. Un risultato rimarcato da Leo: “Il dato incontestabile è che il M5s continua a incassare sconfitte su sconfitte. Il centrodestra ha mantenuto il suo consenso in un collegio storicamente appannaggio del centrosinistra”. “Un successo che premia la colazione di centrosinistra – commenta Gualtieri – Una vittoria che rafforza il Governo”. Esulta il Partito Democratico con il segretario Nicola Zingaretti in testa: “Bravo Roberto, un’altra vittoria, con grande scarto”.

Traffico di droga: operazione dello Sco tra Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto

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La Polizia di Stato di Brescia ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di un gruppo di persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, lesioni dolose, rapina, nonché detenzione e cessione di armi. L’operazione, denominata “Kitchen”, è coordinata dal Servizio Centrale Operativo con la collaborazione delle squadre mobili di Alessandria, Como, Monza e Brianza, Pavia, Ferrara e Verona e con la collaborazione delle polizie del Belgio, Albania, Germania, Spagna e Romania.

Coronavirus, primo caso a Roma: poliziotto sarebbe stato contagiato da un amico lombardo

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I test eseguiti durante la notte presso l’istituto Spallanzani confermano la positività al COVID-19 di un poliziotto”. Così l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. “Sono stati informati il Prefetto e il Questore. Ricostruiti tutti i contatti stretti e posti sotto sorveglianza sanitaria. Si conferma il link epidemiologico con la Regione Lombardia” prosegue l’assessore, parlando del primo caso a Roma. L’agente, secondo quanto si apprende, era assente dal lavoro dal 25 febbraio scorso per sintomi influenzali. Il poliziotto avrebbe contratto il virus in seguito ad una visita ricevuta da un amico proveniente da una delle zone della Lombardia da cui si è diffuso il coronavirus. Il presidio medico di polizia ha già avviato tutti i protocolli sanitari previsti per le verifiche sui colleghi che hanno avuto contatti con l’agente.

Coronavirus, più di 1.500 positivi in Italia: il 9% gravi. La Protezione Civile: “34 morti e 83 guariti”

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Sono 1.577 le persone che ad oggi risultano positive al Coronavirus. A queste si aggiungono 34 persone decedute – dunque cinque nell’ultimo giorno – e 83 guariti in tutta Italia. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sono stati dunque 1.694 i contagiati. E’ il bilancio fornito dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. “I tamponi sono oltre 20mila, esattamente 21.127”. Sono 639 i ricoverati con sintomi per il coronavirus e 140 quelli in terapia intensiva (di cui 106 in Lombardia), circa il 9% sul totale delle persone positive al virus. Misure con altri Paesi “sono auspicabili o erano auspicabili prima che il virus arrivasse in Europa. Un sempre un maggiore coordinamento va chiesto a livello europeo”. Lo dice il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. “Mancano le mascherine perchè sul mercato bisogna reperirle, ne abbiamo trovate e ne stiamo acquistando più di 5 milioni; domani 400 mila arriveranno e le distribuiremo, ne abbiamo già consegnate diverse migliaia, la macchina organizzativa si è attivata. Da dopodomani potremo distribuire le mascherine che servono”.

 

Coronavirus, 13 casi in Campania. De Luca: “Denuncia per chi non è responsabile. E le scuole devono riaprire”

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Attualmente sono 13 i casi conclamati di Coronavirus in Campania. Lo ha detto in conferenza stampa il governatore Vincenzo De Luca. “Non sono ancora certificati ma sono 13” ha aggiunto. Nel dettaglio nove a Napoli, due a Caserta, uno a Vallo della Lucania (Salerno), uno nel Beneventano. “Procederemo a denunciare persone che non rispondono a obbligo di responsabilità e comportamenti corretti. Chi avverte sensazioni di malessere contatti il suo medico di famiglia. Dobbiamo fare uno sforzo di amplificazione delle procedure e soprattutto serve un senso di responsabilità, per se stessi e per la comunità” ha poi detto De Luca secondo il quale le scuole devono riaprire. Se “tieni aperti i tribunali, consenti partite aperte al pubblico diventa ridicolo chiudere le scuole: un conto sono zone in quarantena, altro un’area come la nostra. Non possiamo tenere le scuole chiuse per mesi senza motivazioni vincolanti”.

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