ORTA DI ATELLA – Antonino Santillo si è dimesso da sindaco di Orta di Atella. Si è dimesso nella tarda serata di ieri, nel tentativo – questo, almeno, sembra il motivo della decisione – di fare chiarezza sul percorso amministrativo della sua giunta, avverso al quale non mancano difficoltà provenienti sia dall’interno che dall’esterno. Dimissioni, dunque, che potrebbero rientrare una volta fatta chiarezza del quadro politico-amministrativo.
Ma lasciamo parlare lo stesso sindaco. “Ho messo le mie dimissioni sul tavolo. Ora la parola passa al consiglio comunale. Non è un gesto teatrale – spiega Santillo – né un passo indietro per convenienza: è un atto di responsabilità. Per andare avanti, serve chiarezza. Orta di Atella ha attraversato anni difficili, ma grazie all’impegno di tutti, amministratori e uffici, stiamo finalmente venendo a capo di molte criticità, in particolare sul piano amministrativo e contabile. Tuttavia, è ormai evidente che ogni volta che si avvicinano scadenze sovracomunali, come le prossime elezioni provinciali, tornano a riaprirsi fratture e tensioni all’interno della maggioranza. Questo non può continuare. Orta di Atella e i suoi problemi vengono prima delle operazioni politiche che riguardano la Provincia, Roma o Bruxelles. È ciò in cui credo e sono certo che la gran parte dei consiglieri condivida questa priorità”.
Antonino Santillo ha ancora chiarito: “Per uscire da questa fase di impasse è indispensabile un rinnovato spirito di cooperazione tra l’esecutivo, la presidenza del consiglio comunale e tutti i consiglieri comunali. Solo così si potrà restituire piena stabilità all’Ente e affrontare con efficacia le sfide che ancora ci attendono. In occasione della discussione sul Rendiconto, in consiglio comunale, si verificherà con serietà e trasparenza se esistono ancora le condizioni politiche e istituzionali per continuare a servire la città con dignità e coerenza”.
Ed ha aggiunto: “Non sono certo come chi, avendo il pallone in mano, se lo porta via per far finire la partita. Al contrario, ho rimesso il pallone al centro del campo: la parola ora passa all’intero consiglio comunale, chiamando tutti a un’assunzione piena di responsabilità, con coraggio e chiarezza. Dopo due anni di impegno e sacrifici, segnati anche da tensioni interne spesso dannose, non è più tempo di ambiguità. È il momento della verità. Io sono pronto a fare la mia parte, se ci sarà una maggioranza coesa e leale. Ma tutti dovranno assumersi fino in fondo la propria responsabilità, davanti alla città”.