AFRAGOLA/LUSCIANO – Gli arresti risalgono allo scorso primo agosto e destarono scalpore nei cittadini e nella comunità ecclesiastica perché videro coinvolti anche due parroci, nell’ambito delle indagini su una rapina che, secondo l’ipotesi del pm Cesare Sirignano e del procuratore Maria Antonietta Troncone, venne eseguita per coprire una serie di abusi sessuali.
Oggi la Procura di Napoli Nord ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di otto persone..
Tra gli indagati padre Domenico Silvestro, ex parroco del Santuario di Sant’Antonio, originario di Lusciano, e padre Nicola Gildi, oggi ai domiciliari presso il convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese. I due avrebbero commissionato la rapina di cellullari delle vittime, sui quali queste avevano memorizzato “immagini e chat a dir poco imbarazzanti che avrebbero potuto creare seri problemi ad alcuni frati dei monasteri in cui avevano lavorato le stesse vittime”.
I parroci avrebbero abusato del proprio ruolo e delle condizioni di difficoltà economica delle due vittime per assicurarsi prestazioni sessuali. La rapina sarebbe stata opera di due persone, Danilo Bottino e Biagio Cirillo. I due giovani, volto coperto e armati di una mazza da baseball e di un coltello avrebbero anche minacciato le vittime.
Sulla base delle dichiarazioni rese dalle vittime furono attivate le operazioni di intercettazione telefonica ed acquisite le immagini dai sistemi di video sorveglianza presenti lungo il percorso seguito dai rapinatori. I due non riuscirono ad appropriarsi di entrambi i telefoni, cosa che ha permesso poi agli inquirenti di recuperare uno dei cellulari e di visionarne il contenuto. Salvato sul telefonino, gli investigatori hanno trovato materiale pornografico inequivocabile.
Le stesse vittime hanno ricostruito in dettaglio le violenze subite: venivano costrette ad organizzare degli incontri sessuali di gruppo sotto ricatto, se non avessero organizzato le orge, non sarebbero state aiutate a racimolare cibo e beni di prima necessità. I ragazzi che partecipavano agli incontri, venivano adescati tramite app di incontri, come Tinder o Ciao Amigos. Assieme ai due parroci e ai rapinatori, ad agosto 2024 furono fermati anche Antonio Di Maso, 43 anni, accusato di avere fatto da intermediario tra il frate mandante e l’organizzatore della rapina e Giuseppe Castaldo, 52 anni. Anche Castaldo avrebbe partecipato all’organizzazione degli incontri, anche lui come Di Maso è un imprenditore di Afragola e avrebbe anche avuto legami con la criminalità organizzata di Marigliano. Coinvolti anche Sergio Colaluongo e Patrick Filippini. (Nelle foto: a sinistra Nicola Gildi e, a destra, Domenico Silvestro)