SALERNO – Il Gup del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha assolto Romolo Ridosso ex collaboratore di giustizia, coinvolto nell’inchiesta per l’omicidio del sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, Angelo Vassallo. La Procura aveva chiesto la condanna a 7 anni e 4 mesi. Ridosso aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato, al termine del quale è stato assolto “per non aver commesso il fatto”.
Il Presidente della Fondazione, Dario Vassallo, dopo la sentenza afferma: “Alla luce di quello che è successo posso dire che questa sentenza era nell’aria. Sicuramente il giudice Giovanni Rossi ha dato il meglio di sé. Dopo il non luogo a procedere nei confronti di Cagnazzo, resta un quadro che per noi continua a essere assurdo. La Procura aveva chiesto sette anni e quattro mesi, mentre la difesa aveva sostenuto una posizione diversa rispetto alle accuse. Il giudice è arrivato alla conclusione che Ridosso non c’entra nulla in questa vicenda. Ridosso avrebbe fatto un sopralluogo per verificare la presenza delle telecamere e avrebbe fatto parte di un gruppo rappresentato da Cioffi, Cagnazzo, Cipriano e Cafiero. Prendiamo atto di quanto deciso, ma restano le nostre valutazioni su una vicenda che continua a lasciare molte domande aperte. Valuteremo le dovute iniziative, anche alla luce della possibilità di chiedere un intervento del Ministero della Giustizia, perché tutto ciò appare ancora difficile da comprendere”.
Il vicepresidente Massimo Vassallo aggiunge: “L’udienza di Ridosso, nella quale ha parlato il suo difensore, risale a più di un mese fa. Il giudice si è preso più di un mese per deliberare in merito all’assoluzione di Ridosso. Diversamente, per la posizione Cagnazzo, la decisione è arrivata in poche ore. Questo ci lascia perplessi. Significa che per una decisione si è impiegato un mese e per un’altra poche ore. Riteniamo che questo aspetto debba essere chiarito, perché riguarda il modo in cui vengono gestiti tempi e decisioni in un processo così delicato. Spero di non incrociarlo più lungo la mia strada e, per le sue capacità, avrà sicuramente un grande successo nel mondo della giustizia italiana”.
“Non possiamo non sottolineare un passaggio che riteniamo significativo. L’avvocato difensore di Romolo Ridosso ha dichiarato: ‘Non posso certo chiedere l’assoluzione per il mio assistito’. Eppure il giudice ha pronunciato l’assoluzione. È un paradosso: l’avvocato non chiede l’assoluzione per il proprio assistito e il giudice lo assolve. Un passaggio che riteniamo rilevante e che, per quanto ci risulta, non sappiamo se sia mai avvenuto prima nel nostro Paese”, concludono il Presidente Dario Vassallo e del Vicepresidente Massimo Vassallo.
Nella foto, Agelo Vassallo