VARCATURO/CASTEL VOLTURNO – Ci sarebbe stato un astio profondo tra Nicola Mirti e Salvatore Sannino, risalente, stando alle indagini condotte dalla polizia di Stato, allo scorso settembre.
Sannino domenica scorsa ha ucciso Nicola Mirti nello stabilimento balneare Palma Rey di Marina di Varcaturo perché, nove mesi prima, sarebbe rimasto vittima di un accoltellamento dovuto ad un tentativo di rapina da parte del 18enne che quattro giorni fa è stato ammazzato.
Entrambi di Mugnano, entrambi frequentatori della zona delle palazzine, i due ragazzi si sono incontrati domenica sulla spiaggia di Varcaturo e Sannino, il cui fermo è stato convalidato ieri dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha sferrato le coltellate mortali.
L’omicidio di Nicola Mirti sarebbe, quindi, scaturito dalla sete di vendetta di Sannino e non da una lite per futili motivi, come supposto nelle ore successive al delitto.
Il 19enne, indagato per omicidio volontario (caduta, invece, l’aggravante dei futili motivi) è stato arrestato, domenica, dagli agenti del commissariato di Castel Volturno, immediatamente giunti nello stabilimento balneare teatro del delitto, nonostante l’attività che li vedeva, proprio in quella giornata, impegnati non solo nell’ordinario lavoro di controllo del territorio, ma anche nel presidio dei seggi elettorali aperti per il voto referendario.
Giunti sul posto, gli uomini e le donne del locale commissariato di polizia hanno stretto le manette ai polsi dell’omicida. Successivamente, vista la natura del reato, è intervenuta la Squadra mobile che ha condotto Sannino in questura per il primo interrogatorio. Agli agenti di Castel Volturno, dunque, il plauso per il tempestivo intervento e per aver risolto, nel giro di pochi minuti (anche grazie alle testimonianze dei presenti ed ai video delle telecamere di sorveglianza) il delitto avvenuto sulla spiaggia. (Nelle foto Nicola Mirti, a sinistra, e Salvatore Sannino)