NAPOLI – In attesa della sentenza definitiva del processo per l’omicidio di Giulio Giaccio, avvenuto la sera del 30 luglio del 2000, il 26enne scambiato per un’altra persona, rapito, ucciso e sciolto nell’acido dagli imputati vicini al clan Polverino, i rappresentanti di Libera, Fondazione Pol.I.S rivolgono un appello affinché venga riconosciuta l’aggravante mafiosa che collocherebbe Giulio tra le vittime innocenti di mafia.
“Se viene confermata l’esclusione dell’aggravante mafiosa nell’appello del 7 novembre, Giulio rischia di non essere riconosciuto dallo Stato come vittima innocente di mafia, chiediamo alle Istituzioni competenti di non voltare lo sguardo dall’altra parte, di ristabilire la verità e fare giustizia”
La quinta sezione della Corte di assise di appello di Napoli escluse l’aggravante mafiosa. Giulio fu scambiato per un’altra persona, un “tale Salvatore”, che doveva essere ucciso perché intratteneva una relazione con la sorella di un ras del clan Polverino e questa relazione era percepita come una vergogna da parte della famiglia, per cui il fratello della donna decise di eliminare il suo amante, ma gli esecutori sbagliarono persona.