NOTIX REPORT / Marina Berlusconi perde la pazienza: “Tenetemi fuori dalle beghe politiche”. Quei finti messaggi Whatsapp…

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MILANO – Stavolta ha davvero perso la pazienza. Marina Berlusconi, di fronte all’ennesimo retroscena giornalistico, apparso stavolta su La Stampa di oggi, che la dipingeva come intenta a tramare col Pd, prende carta e penna e diffonde un comunicato attraverso il quale chiarisce una volta per tutte che, ferma restando la sua naturale attenzione per Forza Italia, la creatura di suo padre Silvio, non vuole essere tirata in ballo in questioni politiche e ha la massima fiducia nel leader Antonio Tajani.

Una presa di posizione che mette a tacere (si spera) anche chi, impropriamente, sta utilizzando il nome della primogenita di Silvio Berlusconi per giustificare beghe interne al partito e piccole e politicamente irrilevanti ribellioni locali.

Notix ha già raccontato di quel parlamentare di Forza Italia che si vanta di essere in contatto diretto con Marina e a chi gli chiede la mail risponde in maniera surreale: marina.berlusconi@gmail.com?

Ci riferiscono anche di esponenti del partito che si fanno inviare messaggi da amici o parenti, memorizzati nel telefonino con il nome Marina Berlusconi e che inseriscono per qualche minuto come foto profilo di whatsapp quella della presidente di Fininvest, per poi mostrare tutti contenti gli screen a commensali, amici e parenti.

“Credo sia del tutto naturale”, scrive Marina Berlusconi, “che io guardi con attenzione e affetto alla creatura politica di mio padre, alla quale ha dedicato trent’anni della sua vita. Ma è un rapporto che si esprime nel pieno rispetto dei ruoli e dell’autonomia della classe dirigente del partito. Aggiungo che provo lo stesso legame ideale con l’intero centrodestra, perché lo considero parte altrettanto integrante, e imprescindibile, dell’eredità politica di Silvio Berlusconi”.

Parole nitide, cristalline, segnale che la misura è colma. E che non sono u fulmine a ciel sereno: appena una settimana fa è stato il tesoriere del partito Fabio Roscioli, avvocato romano e figura di riferimento dei Berlusconi nella capitale (è stato legale del Cav), a invitare energicamente i senatori Franco Silvestro e Raffaele De Rosa e i deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, insieme ai consiglieri regionali Livio Petitto, Assunta Panico e Angela Parente, che avevano indirizzato ai vertici del partito ma anche a Marina Berlusconi una lettera (poi anche resa pubblica), attraverso la quale chiedevano il “commissariamento” oppure “la nomina di un comitato di reggenza” del partito regionale, dunque la “testa” del leader Fulvio Martusciello.

Roscioli ha duramente criticato i “ribelli”, premettendo di non voler “entrare nel merito” e augurandosi una “dialettica serena e costruttiva che si fondi su tematiche politiche e non personali”. Poi, ha affondato i colpi: “Mi chiedo quale scopo possa avere”, scrive Roscioli, “l’indirizzo della missiva a Marina Berlusconi, definita Presidente, riservando ad Antonio Tajani la veste di onorevole e non di segretario nazionale”. I figli, ha ricordato Roscioli, hanno sempre voluto riservare al compianto Silvio Berlusconi “il ruolo di presidente di Fi, per onorarne la memoria e ricordarne il ruolo fondamentale nella vita politica del movimento”.

Il coinvolgimento di Marina in una bega locale “non è a mio parere”, ha aggiunto Roscioli, “esattamente pertinente”. Marina Berlusconi, si legge ancora nella lettera del tesoriere del partito, dialoga “direttamente con il nostro segretario nazionale”, ma su questioni “che hanno a che fare esclusivamente con gli ideali politici di FI al fine di contribuire alla crescita del nostro movimento nell’ambito di uno scambio che ha come unico scopo un confronto reciproco che approdi ad un arricchimento di idee e di valori. Le tematiche e problematiche relative al movimento” devono essere affrontate “al nostro interno nel rispetto dei ruoli istituzionali da ciascuno rivestiti”.

La famiglia Berlusconi non può certamente essere coinvolta in un litigio con Tajani: si rischierebbe, ha scritto ancora Roscioli, di “attirare l’eco mediatica” su questioni “che non avrebbero alcuna utilità per la risoluzione dei problemi” e le azioni “di essere interpretate come una partita giocata sul piano personale con la complicità di soggetti che invece nulla possono o vogliono fare riponendo la più totale fiducia nell’operato di Tajani”.

Dopo uno dei suoi più stretti collaboratori, adesso è Marina Berlusconi in persona che invita tutti a tenerla fuori dalle dinamiche politiche che interessano il partito.

Nelle foto, da sinistra e dall’alto: Marina Berlusconi, Franco Silvestro, Raffaele De Rosa, Annarita Patriarca, Pino Bicchielli, Livio Petitto, Assunta Panico e Angela Parente.