Napoli, ad Aprile i ragazzi dell’Area Penale saranno alla Fiera del Mobile di Bolzano grazie al progetto Bust Busters

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“La libera Università di Bolzano ha chiesto di avere i reperti di plastica portati alla luce dai ragazzi dell’Area Penale di Napoli. La plastica recuperata dai nostri ragazzi diventerà tendine in esposizione alla Fiera del Mobile. Ci saranno anche i ragazzi dell’Area Penale di Napoli, divenuti sub grazie al progetto “Bust Busters” e i nuovi che adesso inizieranno il percorso formativo per conseguire il brevetto di sub”. Lo ha annunciato Giuseppe Centomani, Direttore del Centro di Giustizia Minorile della Campania. Dopo il Lungomare di Napoli, dopo Posillipo, dopo Massa Lubrense, i ragazzi dell’Area Penale di Napoli hanno pulito o fondali del Borgo dei Marinari. Alle operazioni hanno preso parte : Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, i sub di MareNostrum, i volontari di Archeoclub D’Italia. Accordo Dipartimento di Giustizia Minorile e Marina Militare, partenza da Napoli.

“La Marina Militare ha recentemente firmato con il Dipartimento di Giustizia Minorile un accordo di collaborazione che trova la sua prima applicazione pratica proprio a Napoli. C’è un accordo con il Centro di Giustizia Minorile – ha dichiarato Aniello Cuciniello, Capitano di Vascello della Marina Militare – con un progetto “Bust Busters” ad ampio spettro che prevede il recupero di aree di Napoli ma prevede anche un avviamento ai mestieri del mare con la formazione di ragazzi”. Meravigliati i ragazzi nel “pescare” sui fondali marini addirittura un carrello, una sedia, un cellulare, tantissime bottiglie. “Fare qualcosa per la comunità – hanno dichiarato o ragazzi dell’Area Penale di Napoli, uscendo dall’acqua – ci aiuta a sentirci meglio con noi stessi”. L’immersione ha avuto inizio dalla banchina del Circolo Savoia.

“Esperienza bellissima con ragazzi eccezionali – ha dichiarato Rosario Antanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia che oggi si è immerso con i giovani dell’Area Penale di Napoli – per una causa che peroravamo da tanto tempo: tutela del luogo di Parthenope e questi ragazzi hanno insegnato noi come pulire i fondali. Il progetto “Bust Busters” prevede un percorso formativo, di conoscenza del patrimonio ambientale e culturale”. Nei luoghi della mitologia! “L’azione di pulizia, a tutela dei fondali marini, svoltasi oggi al Borgo dei Marinari di Napoli e che ha visto in prima linea i ragazzi dell’Area Penale di Napoli, ha rappresentato un chiaro messaggio di rinascita. E’ il luogo dove tutto ha avuto inizio. Qui il corpo della Sirena Partenope – ha dichiarato Antonio Arcudi, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Napoli – è stato trascinato dalle correnti dell’acqua ed in questo posto sono state costruite le colonne della storia occidentale antica”.

E cresce il progetto Bust Busters che vede insieme : Centro di Giustizia Minorile, Marina Militare, Archeoclub D’Italia. “Il progetto è cresciuto davvero tanto. L’Università di Bolzano ha chiesto ben 250 pezzi di plastica recuperata dal mare – ha affermato Francesca Esposito, Referente Attività Sociali di MareNostrum – dai ragazzi dell’Area Penale di Napoli che parteciperanno alla Fiera di Bolzano. Siamo davvero soddisfatti in quanto altri ragazzi hanno voluto partecipare alla nuova edizione di Bust Busters. Si sono uniti nuovi ragazzi, mentre i primi stanno conseguendo altri brevetti e siamo vere contenti di avere reso il mare non solo un bene da tutelare ma anche in grande educatore. Il mare è il grande fratello di Napoli, da poche regole ma precise che devono essere rispettate. I ragazzi sono stati bravi a comprenderlo e a capire che il mare può essere fonte di lavoro e di riscatto”.

In mare i mezzi del Corpo Militare dell’Ordine di Malta. I ragazzi dell’Area Penale di Napoli, accompagnati dai palombari della Marina Militare e dagli istruttori di MareNostrum, hanno pulito i fondali del Borgo dei Marinari. “Abbiamo effettuato un’immersione questa volta basata esclusivamente – ha dichiarato Gaetano Gallo, istruttore MareNostrum -sulle azioni di pulizia dei fondali . Abbiamo trovato tantissimi rifiuti. Dunque un’attività di inclusione sociale e di recupero dell’ambiente”.