Morto in Galleria Umberto I, condanna definitiva per amministratore e tecnico condomino

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NAPOLI – Sentenza passata in giudicato per Bruno Mariano ed Elio Notarbartolo, rispettivamente l’amministratore e il tecnico nominato dal condominio dal quale si staccò il pesante pezzo di stucco che ferì a morte lo studente 14enne di Marano di Napoli Salvatore Giordano. E’ quanto ha deciso stasera la Corte di Cassazione, in relazione alla morte del ragazzo, sopraggiunta in ospedale a Napoli quattro giorni dopo essere stato gravemente ferito alla testa.

A entrambi gli imputati la Corte di Appello di Napoli aveva comminato due anni di reclusione in quanto ritenuti colpevoli di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose.
La Cassazione ha invece dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal terzo imputato, Giovanni Spagnuolo, dirigente del comune di Napoli, per il reato di disastro colposo, dichiarando però, nel contempo, la prescrizione dei soli reati di omicidio colposo e lesioni colpose. In secondo grado Spagnuolo era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. “C’è molto di più dietro questa tragica morte ma non posso che prendere atto della decisione della Cassazione. Spero che almeno ora privati e comune risarciscano la famiglia”, ha commentato l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Giordano. Salvatore Giordano fu ferito a morte dal pesante frammento di un fregio staccatosi dalla Galleria Umberto I di Napoli il 5 luglio del 2014.