NAPOLI – La Procura e il Nas di Napoli, nell’ambito delle indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, hanno ascoltato oggi la direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino.
La dirigente – che non è indagata – per circa un’ora ha risposto alle domande degli inquirenti nella veste di persona informata dei fatti in relazione ad approfondimenti sulla documentazione acquisita e anche sui corsi per l’uso dei contenitori monouso a disposizione dei medici per il trasporto degli organi finalizzati ai trapianti. Com’è noto il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, magistrato in forza alla VI sezione, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, dell’ufficio inquirente partenopeo, ha iscritto nel registro degli indagati – per omicidio colposo in concorso – sette medici dell’ospedale Monaldi, la struttura dove il 23 dicembre 2025 è stato eseguito il trapianto di cuore fallito.
A due di questi medici – il cardioiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni – viene anche contestato di avere falsificato la cartella clinica del bambino. Nei giorni scorsi entrambi hanno sostenuto l’interrogatorio preventivo in relazione a una richiesta di interdizione formulata dagli investigatori, attualmente al vaglio del gip Mariano Sorrentino.