NAPOLI – Da alcune ore circola sui social, in particolare attraverso messaggi WhatsApp, una catena che parla di un presunto focolaio di meningite nella zona dei “baretti”. Nel testo si invita ad “evitare quanto più possibile la zona” e si sostiene che “due ragazzi sarebbero morti” e che “otto persone sarebbero ricoverate al Cotugno”.
Si tratta di una notizia completamente infondata. Almeno nel senso che le autorità sanitarie hanno smentito con decisione ogni riferimento a un allarme in corso. L’Ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive, infatti, precisa che non esiste alcun focolaio e che non risultano decessi legati a meningite nelle ultime settimane.
D’altronde, l’ASL Napoli 1 Centro conferma che attualmente sono ricoverate tre persone con diagnosi di meningite: due ragazze e un uomo che lavora come buttafuori in un locale, circostanza da cui potrebbe essere nata la voce poi degenerata nella catena e che parla di focolaio. Si tratta, ad ogni modo, di casi risalenti alla fine dello scorso anno, e già oggetto di indagine epidemiologica per ricostruire eventuali contatti e verificare possibili contagi. Anche se, una fonte degna di nota riferisce di un altro ricovero – si tratta di una ragazza di 25 anni – avvenuto la sera della scorsa domenica.
Le autorità, tuttavia, ribadiscono che non esiste alcun motivo di allarme. Episodi di meningite, in forme diverse (meningococcica, pneumococcica, ecc.), non sono purtroppo rari né a Napoli né in altre città italiane, e in passato hanno richiesto misure di attenzione sanitaria. Proprio per questo resta fondamentale la prevenzione vaccinale, soprattutto contro le forme batteriche più aggressive.
Nel pomeriggio, l’azienda ospedaliera dei Colli a cui fa capo l’ospedale Cotugno di Napoli aggiunge: “Pazienti affetti da meningite non riconducibili, però, ad un unico ceppo infettivo. Piuttosto si tratta di una incidenza rientra nei flussogrammi stagionali attesi, in particolare alla luce del brusco cambio di temperature”.
E precisa: “Si conferma un legame di conoscenza tra tre soggetti affetti da Neisseria meningitidis – si spiega nella nota – uno dei quali giunto ieri in rianimazione, i restanti due da degenza in reparto in condizioni cliniche stazionarie. L’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta. I pazienti sono ad ogni modo in fase di valutazione clinica e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti”
Nelle foto, l’Ospedale Cotugno e uno screenshot della catena di fake che circola su Whatsapp.