PIEDIMONTE MATESE (CE) – La notizia dell’acquisto da parte di Seri Industrial spa, gruppo dei fratelli Civitillo, di una porzione dello storico complesso di via San Donato 190 a Bologna – già sede di Industria Italiana Autobus e ora Menarini spa – non lascia indifferenti i lavoratori del sito.
L’operazione, che riguarda una parte di terreni e capannoni (il resto rimarrà nella disponibilità di Leonardo Global Solution spa, controllata di Leonardo spa), suscita interrogativi e qualche preoccupazione tra i dipendenti. A Bologna, infatti, è rimasto soltanto il centro di ricerca dell’ex IIA (una settantina di addetti), mentre la produzione è concentrata nello stabilimento di Flumeri, in Irpinia (circa 400 lavoratori).
Le perplessità non riguardano, però, tanto l’acquisto in sé, quanto la società acquirente finale, e cioè la PMImmobiliare Srl, società di fatto esterna al gruppo matesino, essendo riconducibile a Se.Ri. Spa, di cui sono proprietari soltanto i due fratelli Vittorio e Andrea Civitillo. PM Immobiliare, già amministrata in passato da Vittorio Civitillo e oggi guidata dal cognato Alessandro Rossolino, è considerata da vari osservatori di vicende societarie un veicolo attraverso cui vengono gestite le principali operazioni immobiliari del gruppo Seri Industrial Spa (ex Krenergy Spa).
Dall’esame di documenti societari risulta, infatti, che PMImmobiliare ha assunto, nel tempo, la titolarità di beni (terreni e capannoni) già appartenenti a società del gruppo, le quali successivamente sono state sottoposte a trasformazione, liquidazione o addirittura fallimento, non prima di aver trasferito i rami d’azienda ad altre società del Gruppo Seri Industrial spa – tra cui, secondo fonti camerali, Brandoni srl (in liquidazione), La Ital Plastica srl (in liquidazione), Coes Company srl (in liquidazione), Fib Sud srl (in liquidazione), Ecopiombo spa (ex socio in Repiombo srl), Plastam Europe sas, Serihg srl (in liquidazione) a sua volta collegata alla Boccardi Immobiliare (in liquidazione) e alla ex Scuola Americana di Gaeta e altre ancora.
Secondo alcuni analisti del settore, il meccanismo operativo prevederebbe la valorizzazione dei beni immobili attraverso contratti di locazione, i cui canoni contribuiscono a compensare parte degli investimenti. Ed è questo il caso del sito bolognese, già utilizzato da Menarini tramite contratto di affitto.
Il 10 settembre scorso, infatti, Menarini spa ha presentato una proposta irrevocabile di acquisto, riservandosi la facoltà di nominare un terzo acquirente. La proposta è stata accettata da LGS il 31 ottobre, con un preliminare di vendita del valore di 1,8 milioni di euro e una caparra confirmatoria di 180 mila euro. Nei giorni successivi, i consigli di amministrazione di Seri Industrial spa (3 novembre) e Menarini spa (5 novembre) hanno deliberato la nomina di PMImmobiliare Srl come acquirente. Quest’ultima ha formalizzato l’accettazione il 7 novembre, subentrando nel contratto e rimborsando la caparra a Menarini spa.
La vendita definitiva è prevista per il 28 novembre prossimo. In quella data verranno risolti i precedenti contratti tra LGS e Menarini e sarà attivato un nuovo contratto di locazione tra PM Immobiliare (locatrice) e Menarini (conduttrice). Il canone annuo ammonta a 183 mila euro + IVA, con durata sei anni rinnovabile, cauzione di 47.500 euro e aggiornamento ISTAT al 75%.
A Bologna, inutile aggiungere, seguono con trepidazione gli sviluppi della vicenda. (A.A.)