PARETE – Rivedere la perimetrazione del Masterplan dell’Agro Aversano e inserire Parete a pieno titolo nell’area interessata dal nuovo programma di sviluppo. È la richiesta che il consigliere provinciale e comunale Michele Falco ha formalmente rivolto all’assessore regionale al Governo del Territorio, Vincenzo Cuomo, coinvolgendo nella questione anche il consigliere regionale Marco Villano.
Al centro dell’iniziativa c’è quella che Falco considera una contraddizione della stessa programmazione regionale. Il Masterplan, attivato dalla Giunta regionale con la delibera numero 164 del 30 aprile 2026, nasce infatti come strumento di area vasta destinato ad affrontare in maniera coordinata mobilità, infrastrutture, servizi sovracomunali, tutela ambientale, valorizzazione delle aree agricole, rigenerazione urbana e sviluppo economico.
Eppure Parete è rimasta fuori dall’area target. Una scelta che, secondo il consigliere provinciale, merita di essere riesaminata soprattutto alla luce degli stessi documenti regionali. Il Sistema Territoriale di Sviluppo E4 – Sistema Aversano comprende infatti espressamente Parete e la Regione individua l’Agro Aversano nel perimetro del sistema di area vasta riferito proprio all’E4. In altre parole, sottolinea Falco, l’appartenenza di Parete all’area aversana non è una rivendicazione politica o campanilistica, ma un dato già riconosciuto dalla pianificazione regionale.
L’esclusione ha un’altra origine. Parete, insieme a Villa Literno, viene considerata un’area di cerniera esterna al nuovo Masterplan perché già inserita nel precedente Programma Integrato di Valorizzazione del Litorale Domitio-Flegreo, approvato definitivamente nel 2020. Dunque, osserva Falco, Parete non resta fuori perché estranea al Sistema Aversano, ma nonostante ne faccia formalmente parte, per effetto della sua precedente collocazione in un diverso strumento di programmazione.
È proprio questo automatismo che il consigliere chiede di superare. Parete non è un Comune costiero e le sue principali relazioni urbane, economiche, sociali, infrastrutturali e di mobilità si sviluppano prevalentemente verso l’Agro Aversano. Per Falco, quindi, sarebbe difficile immaginare una vera pianificazione sovracomunale della mobilità, dei servizi, delle reti ecologiche e degli spazi agricoli senza comprendere pienamente un territorio che costituisce parte integrante dello stesso sistema.
«La precedente appartenenza ad un altro Masterplan non dovrebbe trasformarsi in un vincolo», è in sostanza il ragionamento avanzato alla Regione. Anzi, la posizione di Parete come territorio di collegamento tra sistemi differenti potrebbe diventare un elemento utile alla programmazione anziché una ragione per escluderlo.
Da qui la richiesta formale di riesaminare la delibera regionale e verificare la possibilità tecnico-amministrativa di inserire Parete nell’area target del Masterplan dell’Agro Aversano. Qualora la contemporanea appartenenza al programma del Litorale Domitio-Flegreo costituisse un ostacolo procedurale, Falco propone di individuare una soluzione attraverso la modifica, l’integrazione o il coordinamento dei due strumenti. Chiede inoltre che Parete venga coinvolta già nella fase attuale nel partenariato istituzionale e nei processi partecipativi e sollecita un incontro con la Regione.
La questione, dunque, va oltre l’accesso a un singolo finanziamento. È una scelta sulla collocazione strategica del Comune nei prossimi anni. Ed è su questo terreno che Falco pone il confronto con Palazzo Santa Lucia: “Non si tratta di rivendicare l’appartenenza ad un Masterplan per accedere ad un singolo finanziamento. Si tratta di decidere all’interno di quale sistema territoriale Parete debba costruire il proprio futuro”.
Una conclusione che sintetizza l’intera iniziativa: se per la stessa Regione Parete appartiene al Sistema Aversano, occorre spiegare perché debba rimanere ai margini dello strumento chiamato a programmarne lo sviluppo.