QUALIANO – “Basta femminicidi, basta arresti domiciliari dopo varie denunce, basta braccialetti inutili e basta leggi che non portano alla salvezza di queste donne in pericolo. Mia mamma mezz’ora prima dell’accaduto era in caserma, convinta di essere protetta dalle forze dell’ordine. Sono la figlia della ragazza miracolata di Qualiano, voglio il suo assassino dentro per sempre””.
A parlare è Marika, la figlia della 35enne accoltellata a Qualiano dall’ex compagno, un giovane di 29 anni che era ai domiciliari con il braccialetto elettronico proprio per una precedente denuncia della donna per maltrattamenti, era evaso, l’aveva raggiunta a casa con un coltello e lì l’aveva colpita più volte, alla testa e al corpo.
“Non si può più vivere nella paura – aggiunge la ragazza nata da un precedente matrimonio. – Voglio giustizia per mamma, voglio giustizia per tutte le donne. Aiutateci a far arrivare il messaggio a chi di dovere. Vi ricordo che per noi questa è la realtà”. Poco dopo un altro post, con le parole dell’attivista peruviana Cristina Torres Caceres, la stessa poesia che era stata postata da Elena Cecchettin, la sorella di Giulia. “Mamma non piangere le mie ceneri. Se domani tocca a me, mamma, se domani non torno, distruggi tutto, se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”