SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è spento a 103 anni l’avvocato Giuseppe Garofalo, principe del foro ante litteram, penalista che per decenni ha dominato le aule dei tribunali.
Cresciuto professionalmente imparando dai più grandi penalisti napoletani e sammaritani da Alfredo De Marsico a Ettore Botti, fino ad uno dei più grandi avvocati come Alfonso Martucci. Garofalo è stato protagonista nelle aule di giustizia nei processi più importanti, tra i più rilevanti quello nato dalla violenta sommossa avvenuta a Caserta tra l’8 e il 10 settembre del 1969 per la revoca della promozione in serie B della Casertana per un presunto illecito sportivo.
Ha preso parte ai principali processi in corte di assise, processi alla criminalità organizzata come Spartacus 1 e Spartacus 2 e Aima. Era nel collegio difensivo nelle misure di prevenzione a carico degli erendi di Dante Passarelli, imprenditore ritenuto dalla Dda contiguo al clan dei Casalesi. Si è occupato della tangentopoli sammaritana e del processo all’ex sindaco Nicola Di Muro e in particolare dell’estradizione dalla Francia, dove il primo cittadino fu arrestato. Si occupò del processo ai fratelli Girfatti per i presunti illeciti alla Banca Massicana.
Ma l’avvocato Garofalo era anche uno studioso del diritto e della storia del diritto, affascinato dagli illuministi napoletani Gaetano Filangieri e Mario Pagano. Approfondì processi del periodo del regno Borbonico, evidenziandone l’attualità e i parrallismi con i procedimenti attuali. E’ stato anche un fine scrittore e saggista, tra i libri più noti ‘L’empia bilancia’ e ‘La seconda guerra napoletana alla camorra’.
Ha studiato ogni piega del diritto come solo uno studioso è in grado di fare, come quando ricostruì il primo caso di legittima suspicione, in una delle prime istruttorie sulla camorra: il Processo Cuocolo, quando il collegio difensivo fece trasferire il dibattimento dal Foro di Napoli a quello di Viterbo. L’avvocato Giuseppe Garofalo lascia all’avvocatura un’eredità della quale non sarà facile entrare in possesso senza avere gli strumenti giusti per acquisirla.
giovanni maria mascia