Lusciano: Zinzi, Grimaldi e Piccerillo piazzano il colpo. Mariniello molla Fratelli d’Italia, abbraccia la Lega e si mette di traverso al partito del cemento

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Con l’apertura della sede della Lega a Lusciano, il trio composto da Gianpiero Zinzi, Massimo Grimaldi e Antonella Piccerillo mette a segno un colpo politico di tutto rispetto. Non una semplice inaugurazione, ma un’operazione chirurgica nel cuore di un territorio simbolo delle contraddizioni urbanistiche della provincia di Caserta.

Il dato politico è chiaro: Peppe Mariniello scarica Fratelli d’Italia e organizza una sezione leghista con un direttivo definito, compatto, tutt’altro che improvvisato. Un segnale che pesa. Perché Mariniello non è un comprimario. È l’ex sindaco che ha gestito il dissesto finanziario del Comune, che aveva provato a mettere un freno alla corsa al cemento, che aveva tentato di riportare ordine dove per anni ha regnato la deregulation urbanistica.

Fu mandato a casa – politicamente – proprio da quella maggioranza che oggi governa e che nel frattempo ha trasformato Lusciano in un caso da manuale di saturazione edilizia. Cemento su cemento. Abbattimenti e ricostruzioni fuori scala. Sottotetti trasformati in abitazioni e immessi sul mercato come fossero villette vista mare. Cubature generose, anzi generosissime, concesse con una disinvoltura e di cui abbiamo più volte parlato.

Adesso persino l’altezza massima degli edifici è stata innalzata fino a 16,50 metri in un territorio già saturo, congestionato, privo di standard adeguati. Strade dissestate, buche ovunque, zero attrezzature pubbliche, servizi insufficienti, qualità della vita ridotta ai minimi termini. Vivibilità? Una parola svuotata di senso.

Lusciano oggi è l’emblema di un modello di sviluppo che ha confuso crescita con moltiplicazione di metri cubi. Senza una visione urbanistica degna di questo nome. Senza un piano serio per scuole, parcheggi, verde pubblico, mobilità. Senza un’idea di comunità. Project financing su misure come la piscina. PIP pronti ad altra speculazione mai vista tramite ZES. 

In questo scenario, l’approdo di Mariniello nella Lega non è solo un cambio di casacca. È una dichiarazione di guerra politica. Zinzi, Grimaldi e Piccerillo lo sanno bene: portare dalla propria parte un ex sindaco che ha rappresentato – nel bene e nel male – una stagione di discontinuità rispetto alla speculazione edilizia, significa accreditarsi come alternativa a un sistema che molti cittadini percepiscono come chiuso e autoreferenziale.

Fratelli d’Italia perde un pezzo pesante. La Lega consolida la propria presenza. Ma soprattutto si riapre una partita che sembrava cristallizzata.