Lusciano, urbanistica a chiamata: riunione flop, ora il partito del cemento promuove il reclutamento degli “amici”

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LUSCIANO – La scena è sempre la stessa: cambia la forma, non la sostanza. E la sostanza, ormai, ha un solo nome: cemento.
La riunione pubblica di ieri sera sulla variante al Puc, convocata dall’amministrazione come momento di “confronto” e “condivisione” con i tecnici si è rivelata per quello che in molti avevano previsto: un flop.

Sala semivuota, partecipazione tiepida, interventi pochi e, soprattutto, un clima di diffidenza palpabile. Segno evidente che i tecnici locali hanno capito perfettamente il copione e non hanno alcuna intenzione di prestarsi al ruolo di comparsa. Perché il tentativo era chiaro: costruire un alibi politico, mettere a verbale una finta domanda dal basso, dare l’impressione che la variante urbanistica sia una richiesta scaturita dal confronto con gli esperti del settore e non l’ennesima operazione funzionale agli interessi del “partito del cemento”.

Ma il piano si è inceppato.

E così, già da stamattina, è scattata la seconda fase: telefoni roventi, messaggi WhatsApp a raffica, inviti personali rivolti a fedelissimi, simpatizzanti e cerchie amiche. L’obiettivo è semplice: riempire la sala del prossimo incontro e poter dire — foto alla mano — che “la città vuole la variante”.

Una mobilitazione che, più che una consultazione pubblica, assomiglia a una chiamata alle armi del consenso organizzato. Un’operazione di immagine che nulla ha a che vedere con la pianificazione del territorio e molto, invece, con la necessità politica di coprire interessi urbanistici tutt’altro che neutri.

Nel frattempo, per Lusciano il copione resta immutato: zero dibattito su servizi, mobilità, verde, qualità della vita. Per i vecchi e nuovi amministratori di maggioranza resta sempre e soltanto un’unica priorità: costruire. Ancora. E ancora costruire.

A questo punto la domanda non è più politica, ma istituzionale: fino a quando chi dovrebbe vigilare continuerà a osservare in silenzio? Infatti, quando le varianti urbanistiche diventano terreno di pressioni, reclutamenti e mobilitazioni pilotate, la “questione” non è più semplicemente e soltanto amministrativa. Diventa qualche altra cosa. È un tema che riguarda la trasparenza pubblica. E, inevitabilmente, anche chi è chiamato a farla rispettare.

Intanto, una voce proviente dal Palazzo: se l’amministrazione – dopo tutto questo caos – sarà costretto a bocciare il Piano, poco male, all’imprenditore resta pur sempre la chance del ricorso al Tar.

Nelle foto: il vice sindaco Nicola Esposito, il sindaco Marco Valentino, l’assessora Maria Consiglia Conte ed il consigliere Filippo Ciocio