LUSCIANO – Lusciano è un Comune che da decenni vive sotto il cono d’ombra della speculazione edilizia. Qui l’urbanistica non è mai stata una materia tecnica, ma un terreno di potere, dove le scelte pianificatorie hanno spesso inciso più sugli interessi privati che sull’interesse pubblico.
In questo contesto non può passare inosservata la prima iniziativa pubblica della rinnovata amministrazione comunale, subentrata dopo il naufragio della precedente, sciolta di fatto dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri che – guarda caso – sono gli stessi che votarono e si astennero sul PUC.
L’11 e il 13 febbraio prossimi, alle ore 19, presso la casa comunale, il sindaco Marco Valentino, il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Nicola Esposito – già sindaco del Comune con la delega urbanistica sia quando era sindaco che oggi – e il presidente della Commissione consiliare Urbanistica e Lavori Pubblici, Onorio Di Cristofaro, hanno indetto una “Riunione pubblica con i tecnici, cittadini e associazioni del territorio” per discutere il “miglioramento” delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC vigente.
Un’iniziativa che, letta fuori dai comunicati di rito, solleva più di una perplessità. Perché a essere chiamati in prima linea sono soprattutto i tecnici, cioè i soggetti che dalle modifiche alle norme urbanistiche traggono un interesse diretto e immediato. Un cortocircuito istituzionale evidente: chi è destinatario delle regole viene posto nella condizione di suggerirle.
Il rischio non è il confronto, ma l’eterodirezione della politica. L’impressione è che l’amministrazione stia costruendo, con largo anticipo, una copertura non solo per le istituzioni, magistrati e forze dell’ordine, ma anche pareri tecnici utili domani a legittimare scelte già confezionate oggi, presentandole come frutto di un processo partecipato e condiviso.
A Lusciano, dove l’urbanistica è storicamente la leva più sensibile del potere locale, questo schema non è nuovo: spostare la responsabilità politica sui “tecnici”, addomesticare il dissenso, blindare decisioni che verranno poi raccontate come inevitabili.
Il Piano Urbanistico Comunale non è un atto neutro, né una questione di lana caprina. È il dispositivo che decide chi può costruire, dove, quanto e a quali condizioni. Ed è proprio per questo che non può diventare l’alibi elegante di una politica che chiede consenso a chi dal cemento ha sempre avuto da guadagnare.
Lusciano è un paese dormiente, ma presenta colate di cemento dapertutto, al di fuori di tutte le regole. E se si fanno domande le risposte che ricevi sono: la Procura è dormiente e le forze dell’ordine guardano da un’altra parte, non si spiega diversamente.
E, però, se un imprenditore che ha larghi interessi nell’edilizia locale e si aggiudica come solo partecipante di un project financing, la piscina comunale ed è sotto scorta, qualcosa pure significherà. Magari, che sul tessuto urbano aleggia una cappa asfissiante, insomma, che c’è presenza di camorra? Con tutti gli annessi e connessi, ovviamente. Domande semplici, che i cittadini si fanno. Ma finora non le autorità tutorie.
Nelle foto: il sindaco Valentino, il vice sindaco Esposito, l’ing. Di Cristofaro e il Procuratore di Napoli Nord Airoma, insediatosi qualche settimana fa.