LUSCIANO – A Lusciano è in atto una trasformazione urbanistica che non ha precedenti per intensità e disordine. Palazzi ovunque, cubature e altezze che appaiono fuori scala rispetto al contesto, un consumo di suolo che procede senza freni e senza una visione complessiva. Il cemento avanza, mentre la qualità della vita arretra.
Gli indici urbanistici risultano stravolti, le strade previste spesso scompaiono o restano solo sulla carta, e gli standard – parcheggi, spazi pubblici, servizi – vengono inglobati all’interno dei fabbricati, diventando di fatto inaccessibili ai cittadini. Una crescita che sembra pensata più per massimizzare i volumi che per costruire una città vivibile.
Da anni una domanda rimbalza tra i residenti: tutto questo è realmente all’attenzione della Procura di Napoli Nord? I fascicoli, secondo quanto si apprende, sarebbero numerosi, ma la sensazione diffusa è che la portata del fenomeno urbanistico abbia finito per normalizzare l’anomalia.
Intanto l’amministrazione comunale continua a muoversi in una zona grigia. Per mascherare tentano incontri pubblici, tavoli tecnici, confronti che vedono protagonisti professionisti spesso indicati come vicini alle imprese. Un contesto che alimenta il sospetto di una nuova variante al PUC, pronta a riaprire la stagione delle deroghe e delle concessioni straordinarie.
Non solo: una parte significativa dell’area PIP sarebbe stata indirizzata verso la Regione per un cambio di destinazione (la tecnica: far presentare il tutto dai proprietari già con un compromesso e poi rilevare) aprendo alla speculazione commerciale in un territorio già saturo. PUA (Piani urbanistici attuativi) rilasciati su indicazioni della giunta. Un’operazione che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente un equilibrio urbanistico già compromesso.
In questo scenario, il silenzio della minoranza pesa come un macigno. Chi controlla? Chi denuncia? Se esistono atti, passaggi opachi, operazioni sospette o presenze discutibili, il dovere politico è uno solo: trasmettere tutto alla magistratura, fino a coinvolgere la DDA se necessario.
Lusciano non può diventare il simbolo di un’urbanistica senza regole. Perché quando il cemento prende il posto della legalità, tornare indietro diventa impossibile.
Nelle foto: il sindaco Marco Valentino, il vice sindaco Nicola Esposito e il consigliere di opposizione Giuseppe Mariniello