LUSCIANO – Perché quattro consiglieri comunali (Giuseppe Mariniello, Augusto Abategiovanni, Francesco Palmiero e Matrona Brunitto (Lusciano) e Consiglia Caterino (Casal di Principe), devono ricorrere all’accesso agli atti e addirittura chiamare in causa l’Anac per sapere come è nata e da chi è governata l’Azienda speciale consortile “Welfare C07”? È la domanda che aleggia su una vicenda che, invece di chiarirsi, si infittisce.
Di certo c’è solo questo: la sensazione di opacità che circonda l’ennesima creatura amministrativa partorita nel silenzio generale. Nemmeno l’interrogazione del consigliere regionale Gennaro Oliviero al presidente Roberto Fico, con la richiesta di verificare compatibilità, poteri e trasparenza, è riuscita finora a dissipare le ombre. E nel frattempo si susseguono i colpi di scena.
Il primo: le dimissioni dal Cda del sindaco di Parete, Gino Pellegrino, ritenuto incompatibile. Il secondo: la sua sostituzione con un’assessora dello stesso Comune – Maria Rotonda Sabatino – anch’ella in potenziale posizione di incompatibilità. Un cortocircuito che alimenta un sospetto più ampio: che l’intero Consiglio di amministrazione della nuova azienda consortile – formata da nove Comuni dell’Agro – sia stato costruito su basi fragili.
I Comuni sono: Lusciano (capofila), Casal di Principe, Frignano, San Marcellino, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, Parete, Trentola Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno. Tutti soci di un soggetto nato – il 23 novembre scorso – nel silenzio più assoluto. Le opposizioni di Lusciano (Mariniello, Brunitto, ne hanno avuto notizia non grazie a una pubblicazione tempestiva degli atti, ma attraverso una propria attività di verifica che il 27 gennaio ha portato alla segnalazione all’Anac e alla sollecitazione dell’interrogazione regionale.
Altro nodo: la figura del direttore generale, Franco Arbolino, già commissario nella fase costitutiva dell’Ambito, transitato al vertice gestionale senza il passaggio attraverso un bando pubblico. Un salto che, al di là dei profili personali, apre interrogativi sul rispetto delle procedure e sulle norme in materia di incarichi e trasparenza.
Solo dal 3 febbraio gli atti hanno iniziato a comparire online. Non tutti insieme. Non in modo organico. Ma a rate, un po’ alla volta. Un dettaglio che, invece di rassicurare, ha rafforzato l’impressione di una gestione poco lineare.
Il risultato è che sull’“Welfare C07”, prima ancora che entri pienamente in funzione, pesa un macigno: il rischio che l’intera architettura – governance, nomine, procedure – si regga su fondamenta giuridicamente contestabili.
Nelle foto: il consigliere regionale Gennaro Oliviero, la consigliera Rina Brunitto, il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco di Parete Luigi Pellegrino