Essere eredi di un grande imprenditore non significa necessariamente ereditarne soltanto il patrimonio. Può significare raccoglierne anche una cultura d’impresa, un modo di intendere il lavoro e soprattutto un sistema di valori. È da qui che bisognerebbe partire per leggere la scelta di Leonardo Maria Del Vecchio di prendere le distanze dalla gestione di Luxottica.
Attorno al figlio del fondatore non sono mancati tentativi di strumentalizzazione, interpretazioni interessate e letture di comodo. Ma prima delle ricostruzioni vengono i fatti. E il fatto politicamente e imprenditorialmente più significativo è che Leonardo Maria Del Vecchio avrebbe potuto scegliere la strada più semplice: restare, tacere e godersi una posizione che certamente non aveva bisogno di conquistare. Ha scelto invece di andarsene e di spiegare perché.
Il suo giudizio è netto: la Luxottica nella quale è cresciuto, quella costruita e guidata dal padre, aveva valori e criteri di gestione nei quali evidentemente oggi non si riconosce più. Non è una sfumatura. È la constatazione che, dal suo punto di vista, qualcosa si è interrotto.
Ed è proprio qui che le dimissioni acquistano un significato che va oltre una normale vicenda societaria. Un grande gruppo può conservare dimensioni, marchi, fatturato e forza finanziaria e contemporaneamente perdere qualcosa della cultura sulla quale era stato costruito. Del Vecchio sembra dire esattamente questo: il nome è rimasto, ma quella non è più l’azienda nella quale lui si riconosce.
Naturalmente si può discutere delle sue valutazioni, come è normale quando si parla di uno dei maggiori gruppi industriali internazionali. Molto meno convincente è trasformare automaticamente la sua posizione in una battaglia personale o nell’insofferenza dell’erede. Perché prendere le distanze da ciò che porta ancora l’impronta del proprio padre è assai più difficile che celebrarlo in silenzio.
E forse proprio questa scelta racconta qualcosa anche delle capacità imprenditoriali di Leonardo Maria Del Vecchio. Il cognome può aprire molte porte, ma non consegna automaticamente visione, autonomia e coraggio. Quelli bisogna dimostrarli sul campo, soprattutto quando significa rinunciare a una posizione piuttosto che rinunciare alle proprie convinzioni.
Insomma, la questione è molto semplice. Leonardo Del Vecchio ha lasciato ai figli un patrimonio enorme, ma ha lasciato anche un’idea dell’impresa. Leonardo Maria oggi rivendica soprattutto quella. E quando un erede preferisce difendere i valori nei quali è cresciuto anziché accomodarsi dentro una gestione che non condivide, forse l’eredità più importante è proprio quella che non compare in nessun bilancio. (a.a.)
(foto Imagoeconomica)