NAPOLI – “Serve un nuovo cuore entro 48 ore o sarà tutto inutile”. A parlare è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Tommaso, il bimbo di due anni sottoposto a un trapianto di cuore nell’ ospedale Monaldi di Napoli, intervento oggetto di una denuncia perché l’organo, proveniente dal Nord Italia, sarebbe giunto in condizioni non ottimali.
“Dopo una emorragia – fa sapere ancora Petruzzi – il piccolo era stato escluso dalla lista dei ricevitori dove però è stato nuovamente inserito dopo avere superato la crisi. Ora è necessario che giunga quanto prima un organo”. L’angoscia della famiglia cresce di ora in ora, così come i dubbi sull’intervento eseguito in quello che a Napoli è considerato da sempre un presidio di eccellenza della cardiochirurgia: è proprio al Monaldi che nel 1988 il professor Maurizio Cotrufo effettuò il primo trapianto di cuore nel centro-sud.
Intanto anche la direttrice della cardiochirurgia e trapianti dell’ospedale Monaldi di Napoli è stata sospesa nell’ambito degli accertamenti sul cuore inutilizzabile trapiantato al bimbo di due anni e tre mesi ora ricoverato in gravi condizioni.