CASERTA – Chi l’ha visto? Chi lo conosce? Eppure ci sono le manovre nell’Asi, al CTL, nei Consorzi, negli enti pubblici locali, insomma in tutti gli angiporti amministrativi in cui si poteva foraggiare la clientela per garantirsi la propria esistenza politica.
E, dunque, tutto – lo sanno anche le pietre – è stato sempre deciso a braccetto dal duo Graziano e Zannini.
Zannini non si ritrova ancora nel centro sinistra soltanto perché il presidente Roberto Fico non lo volle candidare, da qui il suo passaggio a Forza Italia. Un approdo di convenineza, si direbbe.
Il tutto per dire, che la richiesta della misura di arresto per Zannini risale all’epoca della gestione De Luca. E, soprattutto, per sottolineare che Giovanni Zannini e Stefano Graziano sono sempre stati una sola persona.
Certo, ora tutti scappano e nessuno lo conosce. Ma al di là delle responsabilità penali che restano personali e vanno accertate dai giudici, resta il giudizio politico sull’operato dei due, che è pessimo.
(Nella foto a sinistra Stefano Graziano e Giovanni Zannini. A destra il presidente Roberto Fico)