La Reggia di Carditello senza governance, tensione sui bilanci. Presidente e Cda decaduti

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CASERTA – Sta vivendo una situazione di forte incertezza istituzionale la Reggia di Carditello, senza governance dal 18 giugno scorso dopo la decadenza del presidente e del Consiglio di amministrazione della fondazione che la gestisce.

Per il gioiello borbonico situato nelle campagne del Comune di San Tammaro, nel Casertano, salvato dallo Stato nel 2014 dopo essere finito all’asta, la situazione sembra ancora più grave, perché non si riduce al vuoto amministrativo (il cda e il presidente erano stati nominati nell’aprile 2023 e avevano durata triennale), ma riguarda i conti e tocca direttamente i bilanci, con il rischio paventato di una messa in liquidazione della Fondazione.

L’ex sindaco del Comune di San Tammaro Emiddio Cimmino, oggi consigliere comunale di minoranza che nel 2016 come primo cittadino contribuì a creare la Fondazione con il Ministero della Cultura e la Regione, spiega: “Dalla lettura dei verbali dei revisori dei conti della Fondazione si legge parola più, parola meno, che i bilanci della Fondazione fanno pensare ad una vicina liquidazione della stessa, poiché le spese non sono sostenute da entrate certe ed adeguate”. Per Cimmino “esiste concretamente il rischio che le tensioni finanziarie compromettano le attività sociali o culturali dell’ente sul territorio”.

“Arrivano i visitatori e non trovano più i servizi di prima, è scomparsa la mongolfiera o il servizio dei pony che tanto piaceva ai bambini”. ” continua. “Eppure dovevano solo continuare le attività messe in piedi precedentemente, i concerti in estate, lo spazio food e picnic esterno che tanto successo aveva avuto. Oggi tutto scomparso nel silenzio assordante delle istituzioni comunali”.