ROMA – (a.a.) – È la nemesi. O, se si preferisce, quella vecchia legge del contrappasso che ogni tanto ama fare capolino perfino nei corridoi del Ministero della Cultura. A Tiziana Maffei, direttrice uscente della Reggia di Caserta, fischieranno probabilmente le orecchie alla notizia ufficiale. Dopo una procedura di successione avviata dal Mic guidato da Alessandro Giuli in modo quantomeno pasticciato (il bando internazionale è previsto per settembre), a reggere l’interim di uno dei musei più visitati d’Italia sarà Antonio Tarasco.
E non è un dettaglio. Perché Tarasco non è soltanto un alto dirigente del ministero. È anche uno dei candidati che parteciparono alla selezione del 2019 e che impugnarono davanti al Tar la nomina della Maffei, sostenuta dall’allora ministro pentastellato Alberto Bonisoli.
Ma potrebbe non essere questa l’unica pillola amara destinata all’ex direttrice. Sullo sfondo si intravedono infatti altri appuntamenti giudiziari. A dicembre è prevista la prima udienza di una serie di contenziosi relativi ad alcune procedure di gara che, sia pure indirettamente, potrebbero riportare sotto i riflettori anche la vicenda dell’abbattimento dei secolari lecci del parco reale. Una storia che, al di là delle polemiche piovute a profluvio negli ultimi mesi, è ancora tutta da scrivere. E sulla quale torneremo molto presto.
Adesso tocca ad Antonio Tarasco, aversano d’adozione e dal gennaio 2024 direttore generale degli Archivi, mettere mano alla macchina amministrativa della Reggia. Un compito non semplice, soprattutto se si considera la necessità di fare chiarezza, al di là dei peana e delle autocelebrazioni che hanno accompagnato gli ultimi mesi della gestione uscente, sui programmi avviati e sulle procedure adottate.
Cinquant’anni, nato a Portici ma residente da sempre ad Aversa, Tarasco conosce bene il Palazzo Reale e il complesso vanvitelliano. E può contare su un curriculum di assoluto rilievo.
Dirigente del Ministero della Cultura dal 2010, dal 2015 guida il servizio amministrativo della Direzione generale Musei, occupandosi di finanziamenti, acquisizioni e gestione del patrimonio culturale. Professore di diritto amministrativo, avvocato e autore di numerose pubblicazioni, ha insegnato in diversi atenei e istituti di alta formazione dedicati alla tutela dei beni culturali.
Ora, però, più dei titoli accademici conterà la prova più impegnativa: riportare ordine, trasparenza e serenità nella gestione della Reggia di Caserta. E il destino, che talvolta possiede un sottile senso dell’umorismo, ha voluto che a farlo fosse proprio uno dei protagonisti della battaglia che, sette anni fa, accompagnò l’arrivo di Tiziana Maffei.
Nelle foto, da sinistra: Tiziana Maffei, Alessandro Giuli e Antonio Tarasco