NAPOLI – La possibilità di ricorrere al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo che avrebbe potuto accompagnare Domenico Caliendo (foto Ansa) verso un nuovo trapianto, era stata indicata già a giugno dai consulenti della famiglia. A sottolinearlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bambino morto il 22 febbraio scorso dopo il fallimento di un trapianto di cuore.
«Sul Berlin Heart, una scelta che avrebbe consentito a Domenico di trovarsi nelle migliori condizioni possibili per un ritrapianto, i periti del giudice hanno sposato in toto quanto anticipato a giugno dai nostri consulenti», afferma Petruzzi.
Il riferimento è al documento del 7 giugno 2026 redatto dai consulenti di parte della famiglia Caliendo-Mercolino. Una relazione nella quale viene effettuata una valutazione comparativa tra l’ECMO e il Berlin Heart Excor, analizzando quale dei due sistemi avrebbe potuto offrire le condizioni più favorevoli in vista di un secondo trapianto cardiaco.
Il parere porta le firme di Luca Scognamiglio, specialista in Medicina Legale, del professor Gianni D. Angelini, Emeritus British Heart Foundation Professor of Cardiac Surgery e Consultant Cardiac Surgeon, e di Maria D’Amico, specialista in Anestesia e Rianimazione.
Secondo la ricostruzione della parte civile, dunque, l’ipotesi del ricorso al cuore artificiale non sarebbe emersa soltanto con la recente perizia disposta dall’autorità giudiziaria, ma era stata già prospettata mesi fa nell’ambito degli accertamenti tecnici promossi dalla famiglia.
Petruzzi richiama inoltre un altro passaggio della consulenza. «Nel nostro parere medico-legale e tecnico-scientifico, l’unico fino all’altro ieri ad avere analizzato quella soluzione – spiega – si legge anche che le omissioni del cardiochirurgo Guido Oppido non sono inquadrabili in nessuna delle gradazioni dell’errore colposo».
Un’affermazione che apre un ulteriore fronte nel confronto tra le diverse valutazioni tecniche. Sarà ora l’inchiesta giudiziaria, sulla base delle perizie e delle osservazioni delle parti, a stabilire eventuali responsabilità nella gestione clinica del piccolo Domenico e quale peso abbia avuto il mancato ricorso al Berlin Heart nelle possibilità di arrivare a un nuovo trapianto.




