AVELLINO/PIEDIMONTE MATESE – Tra Flumeri e Bologna per Menarini bus piove sul bagnato… e non solo per la stagione invernale. Nei due siti produttivi dell’azienda di Piedimonte Matese controllata dalla famiglia del sindaco Vittorio Civitillo un problema tira l’altro. Con grande apprensione in seno alle maestrane e, dunque, con minaccia di azioni di proteste dei sindacati. I quali, per intanto, chiedono una convocazione immediata presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy per fare chiarezza sulle gare e sulle commesse necessarie alla continuità industriale.
“Le organizzazioni sindacali Fim Fiom, Uil Fismic, Uglm di Avellino denunciano con forza la situazione di crescente incertezza che rischia di far ripiombare lo stabilimento Menarini di Flumeri in una nuova fase critica, ricordando che parliamo di un’attività privatizzata per precisa scelta del Governo, che nella vertenza aveva assicurato sostegno e continuità industriale” scrivono i rappresentanti dei lavoratori.
Per i quali, anzi, “ci ritroviamo ancora una volta al punto di partenza: mancano le gare, mancano le commesse e non esiste una programmazione produttiva chiara”.
A rendere tutto ancora più allarmante, negli ultimi confronti sindacali c’è l’informativa, da parte dell’azienda, che dal prossimo anno adombra il rischio concreto di svuotare le linee, con effetti pesantissimi su produzione, investimenti e occupazione.
Insomma, mancano le commesse.
Tutto questo mentre restano disponibili ingenti risorse del PNRR – spiegano i sindacati – “dedicate alla mobilità pubblica e al rinnovo del parco autobus, misure che potrebbero garantire ossigeno alla filiera irpina ma che, ad oggi, risultano bloccate. Le gare non partono, gli impegni istituzionali restano sulla carta e l’azienda non può programmare il futuro”.
A destare ulteriore preoccupazione, però, c’è anche una notizia che giunge da Pordenone, dove nei giorni scorsi si è verificato un guasto a un autobus di linea dell’Atap ad alimentazione lng (gas naturale liquefatto) prodotto, appunto, da Menarini Spa. Una perdita di gas all’interno del mezzo, per ragioni di sicurezza, ha portato infatti alla sospensione immediata del servizio. Guasto che, per fortuna, è stato risolto – con l’intervento dei vigili del fuoco – senza danno alle persone, ma che ha comunque costretto alla chiusura per diverse ore della strada.
Ma il punto ora è un altro. “Gli impegni presi nei confronti del territorio e dei lavoratori vanno rispettati”, scrivono i sindacati. “L’Irpinia non può permettersi di perdere un altro presidio industriale strategico”.