CASERTA – Stefano Graziano ha deciso. E quando il “Rosso” – per gli amici – decide, difficilmente qualcuno trova il coraggio – o la convenienza – di mettersi di traverso. Archiviata la pratica Zannini, consumata più con il pragmatismo del potere che con le lacrime dell’amicizia, il nuovo obiettivo avrebbe un nome e un cognome: Vito Marotta, sindaco uscente di San Nicola La Strada, da piazzare alla direzione generale del Consorzio Asi.
Perché lasciare a spasso un patrimonio di voti quando si può comodamente parcheggiarlo dentro il vero fortino del potere casertano?
Del resto Marotta, dopo due mandati, è in uscita dal municipio. Domenica si vota e la successione passa per Maria Natale, sostenuta anche dall’area che gravita attorno a Lucia Esposito, satellite ben allineato nell’universo grazianeo. Tradotto: il cerchio resta magicamente chiuso.
E così, mentre qualcuno ancora si illude che l’Asi sia un consorzio industriale, nella realtà continua a essere molto di più: una raffinata agenzia di equilibrio politico, poltrone, pesi e contrappesi. Il vero Palazzo d’Inverno della provincia di Caserta.
Fino a pochi mesi fa il meccanismo era semplice: Graziano manovrava e proteggeva, tramite Zannini, la Pignetti. Un bipolarismo molto bipartisan, diciamo così. Uno muoveva le pedine, l’altro teneva insieme il tavolo, persino quando sul mondragonese già si addensavano nuvole giudiziarie sempre più nere. Tanto che – raccontano i ben informati – nel risiko del rinnovo Asi a Zannini sarebbe stata comunque assicurata una quota di sopravvivenza politica, un posto al tavolo del Cda. Pare che il patto fosse stato ribadito persino durante un incontro tra Pescocostanzo e Castel di Sangro, prima che la magistratura rimescolasse il mazzo.
Poi però il vento è cambiato. E il “Rosso”, per paura di un coinvolgimento, ha voluto dimostrare che dopo 10 anni di gestione Graziano/Zannini, con il Mondragone non c’era rapporto di sorta. E qui casca l’asino. Graziano e Zannini – lo sanno anche le pietre – sono sempre stati una sola cosa e se – in questa storia – Zannini è il cattivo, Graziano non può passare per il buono. È la pura verità. E va scritta, evidentemente, se si intende fare giornalismo serio.
Ma torniamo al blitz sull’Asi, dove per rafforzare l’architettura del nuovo corso, manca appunto l’ultimo tassello: la casella del direttore generale, perno dell’intero architrave, individuato appunto nella figura esperta, ancorché utile, di Marotta. Perché il potere, si sa, non ama il vuoto: preferisce gli organigrammi ben definiti. Soprattutto quando somigliano sempre più a un album di famiglia.
Nelle foto, in alto da sinistra: Stefano Graziano, Giovanni Zannini, la sede del Consorzio Asi; in basso, da sinistra: Raffaela Pignetti, ex presidente Asi, Annamaria Dell’Aprovitola, neopresidente Asi e Vito Marotta sindaco uscente di San Nicola La Strada.